<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236</id><updated>2011-10-29T18:51:04.875+02:00</updated><category term='Personale'/><category term='Politica'/><title type='text'>Pennablog</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>66</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-1193039473604385561</id><published>2011-10-29T18:16:00.003+02:00</published><updated>2011-10-29T18:51:04.951+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;ARoma d'Oriente (6)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;Ci sono ancora molte cose che è possibile fare, molte che si potrebbero raccontare. L'idea di passare dalla sponda europea a quella asiatica, per esempio. Avrei dovuto farlo ieri, ma non me la sono sentita, anche per affaticamento. Torno a Beyoglu, la mattina presto Istiklal Caddesi è una via quasi normale, cuore pulsante della Istanbul moderna insieme a piazza Taksim. Finalmente posso vederla un po' meglio. Passeggiando vedo la chiesa di S. Antonio da Padova, edificio costruito dall'architetto Giulio Mongeri, in questa zona ci sono almeno due o tre opere sue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, dopo tante moschee, entro pure in una chiesa cristiana, che non sia diventata museo (come Santa Sofia o S. Salvatore in Chora) per i suoi mosaici bizantini. Me ne vado subito, è un  luogo - ai miei occhi - "normale". Come nel giorno precedente, giro qua e là quasi senza meta. Mi avvicino alla Palazzina Dolmabahce, poi entro nella Kilic Ali Pascià Camii. L'ultima moschea del mio viaggio, se siete da quelle parti passateci perché vale la pena. Dopo pranzo andrò di nuovo verso il Gran Bazaar, ma non è un luogo che mi impressiona particolarmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ultima serata assisto anche ad una scena improvvisa, dalle parti di Kuçuk Ayasofyia. Un matrimonio. E' una festa vera: l'autista che viene a prendere la sposa; prima di scendere si suona e si canta. Una volta che sono tutti in automobile, seguiti da un corteo di invitati, l'autista lancia dal finestrino fogliettini di carta che sembrano inviti. Li hanno raccolti alcuni bambini. Chissà, forse nel rito è prevista la partecipazione di qualche "invitato casuale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è fatta ora di cena e quasi quasi a fine pasto mi fumo il narghilè. E' l'ultima serata. Il locale è un angolo di pace, solitario e rilassante. Per mangiare lo sconsiglio. Non che si mangi male, ma è tutto preparato: il riso cotto al forno a microonde... insomma, una mezza specie di piccolo McDonald dove si mangia turco. Però per il fumo ed il çay è davvero un bel posto. Sembra proprio di essere dentro una casa turca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo c'è tempo solo per la colazione ed una breve passeggiata. E' ora di partire. Ho trovato traffico e caos dappertutto. Appena arrivato mi ha impressionato la quantità di navi (e petroliere) che solcano il mar di Marmara; durante la permanenza ho avuto a che fare con il caos cittadino: turisti, turisti, persone del luogo, tram pieni (tranne la mattina presto), caos di automobili e clacson... Il viaggio finisce con il traffico sui cieli. La partenza dell'aereo ritarda di un'ora e 20: viene data precedenza prima ad altri aerei in fase di decollo, poi, dopo alcune manovre di rullaggio, ad altri che stanno per atterrare. Nella mia mente appare nitida l'immagine del semaforo che divide la Pontina dalla via Cristoforo Colombo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-1193039473604385561?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/1193039473604385561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=1193039473604385561' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1193039473604385561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1193039473604385561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2011/10/aroma-doriente-6-ci-sono-ancora-molte.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-7424448125671119783</id><published>2011-10-18T11:03:00.011+02:00</published><updated>2011-10-18T20:43:19.666+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ARoma d'Oriente (5)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina, contrariamente a ieri, mi alzo senza avere neanche una bozza di programma in testa. So che voglio vedere i mosaici di San Salvatore in Chora; so che vorrei tornare al Gran Bazaar oppure a Beyoglu perché le mie precedenti incursioni sono state frettolose. Istiklal Caddesi, in pratica, non l'ho ancora vista. Da quando sono partito da Roma, però, ho un po' di raffreddore. Nei giorni scorsi ho sorseggiato sempre tè caldo alla fine di ogni pasto. E' sempre stato piacevole, anche grazie al bicchiere ricurvo in cui ti servono la bevanda, bollente. Tutto sommato non mi sento malissimo, anche se qualche volta ho preso aria. Ieri mi sono stancato ma ho anche riposato. Ora sono solo indeciso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio colazione nella terrazza vista mare, come al solito. Rientro in camera e guardo l'orologio. Saranno le 08.30. Bene. Allora stamattina andrò a S. Salvatore. La guida routard consiglia di andare presto, e in più il luogo è un po' distante dal centro storico. Sarà bene muoversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendo il Tram a Sultanahmet (Divanyolu Caddesi) e scendo a Yusufpascià, dove c'è un cavalcavia pedonale e le indicazioni per la stazione metro Aksaray, poco distante. Prendo anche la Metro e scendo a Topkapi-Ulubatli. Sono a ridosso delle mura costantiniane, e la mia mappa da routard è un po' meno dettagliata. In ogni caso me la cavo: leggendo la carta della stazione e chiedendo, prendo un altro tram e scendo a Edirnekapi, appena fuori le mura. Alla mia destra c'è un cimitero islamico che per grandezza mi ricorda un po' il Verano. Passo sotto l'arco, il museo è poco distante secondo la mappa. Chiaramente mi perdo qualche minuto nei vicoletti del quartiere, appena abbandonato il bulivari che lo taglia in due e porta verso il centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena arrivo (pochi minuti) un sospiro e un'emozione. Ci sono. Il posto mi piace, e molto. E' un'altra faccia di Istanbul, in cui il turismo sembra completamente assente, fino a quando non arrivi davanti alla piazza del museo. Lì vedi quasi solo viaggiatori, ma vale veramente la pena di arrivarci. Entri e la vecchia chiesa bizantina è circondata da un giardino interno, con una terrazza che dà su un parco. Già è bello così. Dentro inizio a vedere gli affreschi. E' pieno di visitatori armati di macchinetta fotografica, ma è meno affollato della Moschea Blu. In piazza c'è qualcuno che mangia o compra oggettini, forse sono già stati dentro. E' un trionfo di mosaici, i più belli che abbia visto. Bellisimo gioco di luci ed ombre creato dai colori dorati. Gran bel posto, di nuovo: vale la pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il pranzo decido di tornare verso il centro. Mangio un tavuk kebap con baklava e çay come dessert, poi torno in albergo per decidere cosa fare nel pomeriggio. L'idea è riposarsi pochi minuti e poi riprendere... Alla fine farò un'oretta di sonno sul letto. Comincio a sentirmi un po' "tonto" e affaticato, anche se ogni volta che vedo il manifesto dei dervisci nel mio cervello rimbomba il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;suono di cavigliere del katakhali&lt;/span&gt;. Soffro l'umidità, e la macchinetta fa sentire il suo peso sulla schiena. Comunque, riprendo il cammino ma risparmio un po' le energie. A Beyoglu, dall'altra parte del ponte di Galata, ci tonerò domattina. E' meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-7424448125671119783?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/7424448125671119783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=7424448125671119783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7424448125671119783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7424448125671119783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2011/10/aroma-doriente-5-stamattina.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-9120964960879533610</id><published>2011-10-13T10:42:00.008+02:00</published><updated>2011-10-16T11:40:52.551+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ARoma d'Oriente (4)&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina successiva mi preparo e consulto la mappa per decidere cosa fare. Ho una bozza di programma in mente. Partire da Eminonu per vedere la moschea di Rustem Pascià. Di lì andare verso la moschea di Solimano e passare per Beyazit oppure il Gran Bazaar, poi si vedrà. E' così che faccio, sull'idea della bozza. La moschea di Rustem Pascià è ben nascosta, e ci si arriva passando attraverso il bazaar egiziano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito scatta il confronto con il Marocco. Nella medina di Meknès c'erano sia il mercato, il suq, che la moschea, la medersa (scuola coranica) etc.  Ricordo chiaramente un 50 metri di spazio libero tra l'ultimo mercante e il viale che porta alla moschea, a Meknès. In questo quartiere, invece, mentre si salgono le scale per entrare nel cortile di Rustem Pascià, dalle finestre con le grate si vedono le scarpe, gli occhiali, le spezie. Ancora qualche passo e il mercato sarebbe letteralmente entrato nel cortile del tempio. E' rimasto appena fuori dal recinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa è ancora più strana, pensando al fatto che la moschea e il suo cortile rappresentano un isolotto di pace in mezzo al quotidiano viavai e agli odori che provengono dai vicoletti che la circondano. E' un bel silenzio ed è irreale la collocazione, segno forse della "giusta distanza", sia pure ravvicinata. Dentro il tempio alcune delle decorazioni tra le più raffinate che abbia visto, di un blu che la moschea universalmente nota con questo nome non riesce neanche immaginare. Un blu ancora più intenso di quello che avevo già visto nella Sokullu Mehmet Pascià Camii, poco distante dal mio albergo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' all'ingresso di Rustem Pascià che fotografo i miei piedi scalzi vicino alle scarpe. Sarà la sesta (?) volta che entro in una moschea e così mi andava di ricordarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riprendo il mio cammino diretto verso la moschea di Solimano, ma mi ritrovo invece a piazza Beyazit. Poco male: la piazza è bella, poco distante c'è l'ingresso dell'università ed il Gran Bazaar. Così faccio un rapido giro da quelle parti e poi mi dirigo dove volevo andare all'inizio: non è molta la distanza. Credo che sia la moschea più grande di Istanbul, quella di Solimano. In un quartiere - Fatih - che mi sembra più "turco" (e quindi "vero") degli altri che ho visto finora. Mi concedo un pasto in un luogo che era classificato come chic ad un prezzo onesto. Il posto meritava davvero, era una delle dépendances del sultano da quelle parti. Il pasto che mangio ha un sapore molto delicato che va benissimo a rompere l'aroma delle spezie di cui sentivo ancora il retrogusto nel palato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricomincia la camminata, torno a piazza Beyazit e dintorni per approfondire un po'. Tra Ordu Caddesi, il Gran Bazaar e quella piazza si concentra uno dei nuclei più movimentati della città: studenti, turisti (soprattutto dentro il bazaar), gente del posto. E' un quartiere pulsante e caotico, ma mi piace molto: nel complesso si respira un'atmosfera "autentica" e non artefatta ad uso esclusivo dei viaggiatori. A fine giornata, tornare verso l'albergo è semplice: il tram ferma proprio su Ordu Caddesi, vicino a Piazza Beyazit. Oggi ho percorso il giro che mi è piaciuto di più.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-9120964960879533610?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/9120964960879533610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=9120964960879533610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/9120964960879533610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/9120964960879533610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2011/10/aroma-doriente-4-la-mattina-successiva.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-6507793880294422533</id><published>2011-10-12T10:28:00.009+02:00</published><updated>2011-10-12T11:30:38.452+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ARoma d'Oriente (3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;"&gt;La piazza di Sultanahmet, con tutto il caos, sarà per me sempre un punto di riferimento. Nasconde angoli dove ci si può rilassare, mentre si osservano i minareti cambiare colori. Certo, magari appena pensi di stare tranquillo un poco arriva un signore turco con cui imbastisci una conversazione in inglese, e poi scopri che vuole venderti tappeti. Ce ne sono di tutti i tipi: di quelli cordiali che appena hai detto "no" se ne vanno e si comportano in modo educato, e di quelli insistenti e invadenti, che bisogna trattarli un po' bruscamente sennò ti seguono mentre cammini. Finita la mattinata con le tre cose principali di questa piazza, decido di fare un salto verso la stazione e passare il ponte di Galata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito mi colpiscono il numero spropositato di barche e traghetti sul molo di Eminonu, le voci di chi ripete "Bosphorus, bosphorus..." cercando turisti per la traversata, i chioschi che vendono giornali, Akbil (carte per i mezzi pubblici di trasporto), acqua etc., ma soprattutto i pescatori. Uomini, soprattutto, armati di lenza, uno in fila all'altro. Vicino al ponte, sul ponte stesso... Mentre sul Mar di Marmara passa di tutto e l'odore non è proprio quello del pesce fresco. O forse sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso a qualcosa come la pesca sul fiume Tevere, non la immagino così diversa. Solo, un po' più caotica, affollata e chiassosa, ma siamo pur sempre a Istanbul, non in una città che al confronto pare piccola e provinciale, come Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso il ponte e cerco di addentrarmi, prima passando verso la torre di Galata e poi per cercare Istiklal Caddesi di cui parla tanto la mia guida routard. Cammino senza consultare troppo la mappa, così mi trovo lungo un viale largo, un bulivari turco che porterà a Piazza Taksim ma che mi sembra piuttosto lungo da percorrere, ed è in salita. Se non altro, si gode un bel panorama: si vede persino l'acquedotto di Valente da lontano. Poco dopo decido di fermarmi per mangiare in un piccolo locale. Un buon pasto con acqua e çay (tè) finale per 5YTL, davvero ottimo. Quattro chiacchiere con il padrone vestito con un camice giallo e rosso. appena sa che sono italiano comincia ad elencare nomi di giocatori: Totti, Buffon, LucaToni... Io chiaramente rispondo con Hakan Sukur. Il tè sarà una costante dei miei fine pasto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A piazza Taksim ci arriverò in bus, ho l'Akbil pronto e carico, perciò viaggerò un bel po' prima di doverci mettere altri soldi dentro. Torno a Eminonu che si sta facendo sera, do' un'occhiata e cerco la moschea di Rustem Pascià dalle parti del Bazaar Egiziano, ma non ho voglia di girare ancora molto per vicoli e vicoletti, perdermi e trovare poi la moschea. Il peso della reflex comincia a farsi sentire sulla schiena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così decido di tornare verso il Sultanahmet, mi fermo nei pressi del Topkapi dove scopro, letteralmente, il parco di Gulhane. Un bell'angolo di paradiso alberato in pieno centro, fuori dal caos. Il luogo giusto per il relax prima di tornare verso l'albergo. Ottimo anche perché non ho mai incontrato nessuno che volesse vendermi qualcosa, in questo parco. Ci tornerò, quasi con cadenza quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-6507793880294422533?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/6507793880294422533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=6507793880294422533' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6507793880294422533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6507793880294422533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2011/10/aroma-doriente-3-la-piazza-di.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8758916615110460503</id><published>2011-10-11T18:56:00.004+02:00</published><updated>2011-10-11T19:40:39.853+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;ARoma d'Oriente (2)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In questo viaggio ho un'idea di massima delle cose che voglio fare. Quelle immancabili: Sultanahmet Camii, la moschea Blu, Santa Sofia, Yerebatan Sarnici, San Salvatore in Chora. Le altre idee sono possibili, secondarie, eventuali. Alcune ce l'ho proprio a portata di mano. Il Topkapi decido di evitarlo, non mi attrae. Il Gran Bazaar (Kapali çarsi) lo andrò a vedere di sicuro, poi si vedrà. Il primo giorno intero è giocoforza dedicato alla piazza di Sultanahmet. Si comincia alle nove con la moschea.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Che dire? La sua struttura elegante e leggera, la sua posizione felice la rendono un punto di riferimento sicuro. Da ogni angolazione sembra quasi che la moschea non aspetti altro che il click della macchina fotografica. Sono abbastanza sicuro di aver fatto la maggior parte delle foto a questo edificio: nei dettagli, negli scorci, di giono, al tramonto, di notte. A Roma, in gergo, si userebbe un'espressione colorita: "bella su tutte le r(u)òte".  Sultanahmet Camii mi resterà impressa per questo: offre sempre il meglio di sé. Fuori, ma anche dentro, dove oltre alle maioliche blu ci sono dei rossi da non sottovalutare. Ci sono moschee più blu di quella che così è comunemente conosciuta, ma tant'è: atteniamoci alle guide europee...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno fortunata la consorella e dirimpettaia Santa Sofia, palinsesto dove si sovrappongono e si sottraggono a vicenda il bizantino e l'arabo, la chiesa e la moschea, mischiandosi in unico caleidoscopio per nulla contraddittorio, ora adibito a museo. Ayasofia (o Haghia Sophia, o Santa Sofia) è meno fortunata: tra crolli della cupola e contrafforti e rinforzi è rimasta un po' sfigurata all'esterno. Intendiamoci: l'edificio è integro e possente, ma non può vantare le forme leggere ed eleganti della dirimpettaia. Di fronte ai colori del sole che tramonta il confronto è improbo. La moschea blu batte Ayasofia tre a zero netto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel museo, dicevo, convivono facilmente le scritte in arabo, il mihrab (la nicchia orientata verso La Mecca), il minbar (il pulpito musulmano) e i mosaici bizantini che raffigurano Cristo Pantocratore o San Giovanni. Effetto straniante, se si pensa che in una moschea non ci sono icone, e se si pensa al fatto che ad un certo punto della conquista ottomana è scattata l'iconoclastia. Istanbul è anche questo: è romana-bizantina ed è ottomana e turca. E' uno dei suoi punti di forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terza tappa Yerebatan Sarnici, la cisterna-basilica: nel buio filtra una luce fioca, si riflette nell'acqua e passa attraverso le tante colonne come a cercare una via di fuga, mentre pescioni rossi nuotano ignari in questa specie di sottobosco creato dall'ingegneria tardo-romana molto affascinante, da cui si fatica ad uscire per l'atmosfera rilassante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori, infatti, è vivo il caos dei turisti che sono in fila per entrare, o che scattano le foto all'obelisco di Teodosio, mentre venditori di tappeti o di guide cercano di accaparrare il cliente, e mentre uomini su carretto propongono pannocchie calde o castagne o ciambelle al sesamo o acqua... E' un caos tutto sommato familiare, ma nei momenti di stanchezza saprò trovare degli angoli dove rifugiarmi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8758916615110460503?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8758916615110460503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8758916615110460503' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8758916615110460503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8758916615110460503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2011/10/aroma-doriente-2-in-questo-viaggio-ho.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-7263410376220705484</id><published>2011-10-11T08:08:00.004+02:00</published><updated>2011-10-11T09:09:16.347+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;ARoma d'Oriente (1)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Era una meta che sognavo da tempo, un viaggio che per almeno un paio d'anni ho rimandato. Nei progetti ci andavo in compagnia, nella realtà sono arrivato da solo: non ne potevo più di rimandare. La meta è Istanbul, questa volta. Prenoto l'aereo con largo anticipo, molto più di quanto non sia abituato. Per questo mi beccherò le polemiche famigliari di mia madre e mia sorella, sulla falsariga del ritornello "se succede qualcosa...?". Rispondo: "Se succede qualcosa, nel peggiore dei casi, ho perso i soldi del biglietto dell'aereo, ma di fronte a qualcosa di grave questo è il male minore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' così che il viaggio nasce sotto una stella di malumore: covavo delle ansie dovute al sogno cullato nel tempo e al ritornello "se succede qualcosa?" che a ridosso della partenza si è riproposto nella mia mente come i peperoni, grazie anche ad un inizio di raffreddore. Comunque, mi dicevo, pensiamo al meglio ed a goderci la vacanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio amico Fabrizio mi fa un grande favore e mi accompagna all'aeroporto di Fiumicino. Grazie al check-in on line ho la carta d'imbarco già pronta e ho approntato il bagaglio in modo da poterlo portare in mano. Dovrebbe pesare attorno agli 8 kg, ma non sarà il peso il problema. Ai controlli mi fermano, parlandomi in inglese. Alla domanda "Do you speak English?" rispondo sicuro: "also Italian, if you want". Ogni viaggio ha le sue prime volte. In fase di partenza, era la prima volta che partivo con le lenti a contatto, e la prima volta della macchinetta reflex digitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel bagaglio c'era una borsetta con chiusura a velcro in cui c'erano la soluzione per le lenti, il portalenti e gli occhiali. I controlli hanno visto un contenitore di liquido e il vigilante, appurato che parlo italiano, me ne parla come se si trattasse di un bottiglione di shampoo. La prima cosa che mi viene in mente è il deodorante... Poi, parlando, mi viene in mente il liquido per le lenti. In effetti è una boccia da oltre 200ml, e nel bagaglio a mano il massimo consentito è 100. Però, siccome non lo sapevi, e siccome qualche volta si fa un'eccezione per le lenti... (il vigilante ci pensa)... anche stavolta facciamo l'eccezione. Per maggiore scrupolo il vigilante mi fa versare un po' di liquido sulla mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sospiro di sollievo: evitata la spedizione del bagaglio, e avvertito per le prossime volte. Il volo d'andata è liscio e puntuale, ma chissà perché nella mia mente immagino che il volo di ritorno sarà più travagliato. In ogni caso si mangia benissimo dentro l'aereo della Turkish.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente arrivo a destinazione quando c'è ancora il sole. Prendo il taxi e pago in euro, quei pochi che ho portato da casa, ricevendo in resto 10 lire turche. Controllo il resto attraverso il convertitore configurato sul mio cellulare (altra prima volta). Il taxista mi lascia nei pressi della piazza di Sultanahmet e decido di raggiungere l'albergo a piedi, non è distante. Guardo la mappa e c'è già un ragazzo che si offre di accompagnarmi all'albergo. Rifiuto la gentile offerta, faccio capire che la strada la trovo da me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Serenity Hotel&lt;/span&gt; è davvero vicino, molto più di quanto pensassi. Mi danno una camera con vista su detersivi e lenzuola, ma poco importa. Passerò lì solo il tempo per dormire. E poi la camera è ben attrezzata e pulita: asciugamani incartati in un cellophane sigillato, phon da viaggio nel bagno, pulitissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poso il bagaglio, prendo la Canon e faccio subito il primo giro attorno a Sultanahmet, così vedo pure il primo tramonto. Faccio le prime foto alla Moschea Blu e mi si affaccia un altro venditore, ha delle guide in mano. Me ne porge una per farmela vedere. Ho la guida in mano. Insisto nel dire: "Non m'interessa" e cose del genere; per tutta risposta il ragazzo comincia ad abbassare il prezzo. Ad un certo punto gli dico che ho solo lire turche in tasca. Finirà che ci accorderemo per 10 YTL (Lire turche) e tornerò a casa con la guida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente scendo alla stazione e cambio gli ultimi euro che sono rimasti in tasca. Ora ho davvero solo YTL in tasca. Ma domani farò sicuramente un prelievo. Gli sportelli automatici sono molti: ci sono addiruttura dei "chioschi" che ospitano quattro o più sportelli uno a fianco all'altro. Istanbul è pur sempre una metropoli da 12 e più milioni d'abitanti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-7263410376220705484?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/7263410376220705484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=7263410376220705484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7263410376220705484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7263410376220705484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2011/10/aroma-doriente-1-era-una-meta-che.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-4723158015933343594</id><published>2010-05-24T10:17:00.008+02:00</published><updated>2010-05-24T14:45:12.043+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Volare nel deserto /8&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il momento culminante del viaggio è ormai passato, e la stanchezza si fa sentire per tutti. Aggiungiamo a questo il lungo spostamento, che vedrà come tappa finale Marrakech. Le tappe principali di oggi sono Ouarzazate e Ait Benhaddou. Quest'ultimo sito è un vero spettacolo, poco distante dalla Hollywood del deserto. E' incastrata su una collina e quasi nascosta. Non poteva mancare, come a Volubilis, un nido di cicogna su una delle torri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il posto è ben tenuto e davvero vale la pena di vederlo e sostare, non senza prima aver fatto almeno una decina di fotografie. In breve si riprende il viaggio. Passando per l'Alto Atlante ci fermiamo altre due volte, dentro il bus ci sorprende un temporale e riusciamo anche a vedere l'arcobaleno, oltre alla neve sulle cime più alte. La strada è molto tortuosa e riocomincia lo sballottamento, con l'ennesima arancia che va a svegliare una sonnolenta Fruttolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei tratti non duri del percorso quasi tutti sonnecchiano, c'è un silenzio quasi surreale, interrotto dalle soste o dalla sorpresa per il cambio di panorama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera arrivamo a Marrakech, e alla piazza Jamaa el Fna è come giocare a rugby. Hanno già montato le bancarelle dove si può mangiare e mangeremo in una di quelle, ma tutti ti braccano, ed è difficilissimo riuscire a muovere un passo senza essere fermati, a volte da due persone. Il compito è ancora più difficile ed ingrato per il coordinatore. La piazza è popolata anche di "artisti di strada", incantatori di serpenti, personaggi buffi che suonano con un gallo vivo in testa, etcetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marrakech è caotica, sfrecciano motorini nei vicoletti, rischiando di travolgere i passanti. Vanno e vengono facchini con i carretti a portare i bagagli nei riad. Il giorno dopo rimaniamo in questa città per vederla con una luce diversa. Siamo liberi di girare, anche perché l'indomani l'aeroporto di Casablanca ci attende la mattina presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' così che si va in ordine sparso: chi perdendosi nel suk alla ricerca delle ultime chincaglierie da riportare a casa, chi a vedere i siti interessanti della città. Io ed una buona parte del gruppo decidiamo di seguire il coordinatore, verso le concerie che si trovano piuttosto distanti dal centro. Un berbero ci guida fino a lì, ma poi quando usciamo ci perdiamo altre due/tre volte, non senza farci scappare un'estemporanea partita di calcio sullo stile di Marrakech Express.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio finisce con il tramonto sulla piazza Jamaa el Fna, vista da una terrazza: il posto da dove si può godere la vista migliore, senza essere disturbati dal caos. Si vede la piazza che cambia di luce e colore, e quasi quasi anche questo posto che finora non ho apprezzato molto diventa affascinante. Certo, peccato che non riesca a vedere la moschea di Hassan II a Casablanca, ma è andata così e va benissimo. Le immagini rimaste nella mente sono tantissime, ed è avvenuto tutto in poco tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In aereo, vista anche la levataccia, sarà un continuo susseguirsi di dormiveglia, interrotto solo dalla colazione. La malinconia di fine viaggio lascerà presto spazio ai ricordi, mentre sul taccuino resterà solo l'inchiostro del primo giorno. Ogni ricostruzione non può che essere parziale, ed è così che solo più tardi, rimettendo in ordine i pensieri, le immagini e gli odori, ricomincio a volare cercando di tradurre le immagini e le sensazioni in parole. (&lt;i&gt;fine&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-4723158015933343594?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/4723158015933343594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=4723158015933343594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4723158015933343594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4723158015933343594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2010/05/volare-nel-deserto-8-il-momento.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-742569795378025271</id><published>2010-05-23T19:46:00.007+02:00</published><updated>2010-05-23T20:32:37.664+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Volare nel deserto /7&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La giornata nel deserto è stata molto intensa: il sole che cala, il tramonto, il pasto, la luna piena, il cibo, le danze, i canti. E alla fine la notte nelle tende berbere. Come spesso avviene sono il primo ad alzarmi, per esigenze fisiologiche. La seconda volta che mi alzo sta per spuntare l'alba. Graziano ed il Mauri, fuori dalla tenda si accorgono che mi sto vestendo. A loro indico senza parlare il cielo che si sta schiarendo. Due minuti e tutti e tre siamo pronti per assistere ad un altro spettacolo emozionante, l'alba nel deserto. Con il passare dei minuti si alzano tutti, ma io Graziano e Maurizio abbiamo visto davvero tutte le fasi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi minuti dopo che il sole si è alzato è già ora di salire sul dromedario, lo stesso che il giorno prima era svogliato. Io sono sensibilmente più rilassato, e anche il dromedario mi sembra più tranquillo. Quasi quasi faccio amicizia e lo saluto per un prossimo incontro. La carovana scorre liscia e durante il trasporto mi arriva un altro sms.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Merzouga recuperiamo e rassettiamo rapidamente i bagagli. Ripreso il bus  visitiamo la kasbah-museo di Moulay Idriss con Joussef e poi ci fermiamo per un pasto, giusto il tempo di beccare una (per fortuna brevissima) tempesta di sabbia. Ripongo in fretta la mia macchinetta fotografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricomincia il viaggio in bus con i suoi riti, la stanchezza che comincia a farsi sentire, le bottiglie e le arance che sembrano essersi prese un attimo di pausa. Arriviamo così alle Gole del Todrà dove rimarremo poco più di dieci minuti. Sarebbero un luogo molto bello se non fosse infestato dal turismo. Oltre ad alberghi e ristoranti quasi ad ogni passo, stanno cementando la strada che passa sotto gli speroni, e a destra e a sinistra venditori di tappeti e di ogni chincaglieria possibile. Di comune accordo, visto anche l'affollamento, decidiamo che non vale la pena soffermarsi su questo posto, che un tempo doveva essere mozzafiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci avviamo così verso le gole del Dades dove pernotteremo. Un altro posto incredibile, roba da Arizona o Colorado. Ci arriviamo una sera e appena entrati in albergo ci sarà un bel temporale. Davvero questo viaggio non ci sta risparmiando niente. Per il resto sono molto stanco, e comincio a sentire la malinconia per la fine del viaggio che si avvicina. Sarò tra i primi ad andare a dormire, e stavolta farò tutta una tirata fino all'orario di appuntamento, le 7.30 della mattina successiva. E' forse la prima ed unica notte che dormo per intero. (&lt;i&gt;continua&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-742569795378025271?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/742569795378025271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=742569795378025271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/742569795378025271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/742569795378025271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2010/05/volare-nel-deserto-7-la-giornata-nel.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-6741555740029853394</id><published>2010-05-22T08:42:00.006+02:00</published><updated>2010-05-23T20:33:17.386+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Volare nel deserto /6&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tutto cambia in questo viaggio. A volte i cambiamenti sono radicali ed avvengono in modo repentino, eppure lo spazio ed il tempo di questa settimana sembrano dilatati. E' da qualche giorno che siamo in giro ma sembra sia passato molto più tempo. Siamo passati in breve dal caos dei suk dove passano carri e somari in continuazione a luoghi incredibili e semi-desertici come le Gole del Ziz. Sembra di stare in Colorado, con questi speroni di roccia molto alti e un corso d'acqua molto in basso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo continua la mia personalissima girandola di compagni di stanza. Ho iniziato con Fashion, continuo con Graziano ed il Mauri, proseguirò in altra compagnia ancora. Mi gira così, ed ammetto di nutrire una simpatia particolare per qualcuno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guida del giorno, Joussef, ci spiega cos'è una Kasbah e cosa uno Ksar, ci fermiamo a vedere una Kasbah e uno Ksar abbandonato nelle gole, verso metà mattinata raggiungiamo l'Oasi di Meskhì. Considerando il panorama che avevavo visto fino al momento, e quello che vedremo dopo, è un vero paradiso terrestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel regno dove il sole picchia senza possibilità di riparo già la mattina presto, un luogo dove scorre acqua, crescono rigogliose le palme e la vegetazione è florida, un luogo dove si vedono le rane e le donne che lavano i panni al fiume è l'ennesima sorpresa di questo incredibile tour. Ma il piatto forte della giornata ci aspetta per la sera ed è il deserto: Erg Chebbi, Merzouga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo a Merzouga nel tardo pomeriggio con il sole ancora alto. Depositiamo i nostri bagagli nella stanza di un alberghetto, e poi subito saliamo sul dorso del dromedario. Non ho difficoltà ad ammettere di essere particolarmente teso, e i miei compagni di viaggio se ne sono immediatamente accorti. Però resto convinto del fatto che il mio dromedario sia stato improvvisamente (e legittimamente) colpito dalla più classica delle botte di pigrizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbuffava, faceva versi... Certo, il cammelliere l'ha convinto ad alzarzi da terra e portarmi in groppa con lo zaino alle spalle... Però mi sembrava proprio non avesse voglia. Sbuffava spesso e continuava a far versi, e in più infilava il muso nel posteriore sporco del suo compare davanti, e poi magari si avvicinava al polpaccio del coordinatore, minacciando di pulirsi sui suoi pantaloni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto mi arriva pure un sms!! I miei compagni mi vedono insicuro sopra il dromedario, e affermano a più riprese che sono storto e rischio di cadere. Io mi tengo saldo sull'appoggio e non ho questa sensazione, ma poi con un bello strattone mi rimetto dritto, a detta di tutti. Cinque minuti dopo mi trovo a cavalcare "all'amazzone" con il tappeto che fa da sella in mano, direttamente a pelo di animale!! La scena suscita l'ilarità di tutto il gruppo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco tempo ancora e siamo arrivati all'accampamento di tende berbere. Siamo in mezzo alle dune che cambiano colore anche nell'arco della stessa porzione di giornata. Le sensazioni sono molto belle, anche se c'è un gruppo di persone, la luna piena a nascondere il tappeto di stelle, i touareg che cantano e suonano i loro bonghi dopo l'ottima cena ed il "whisky berbero" (ovviamente stiamo parlando del tè alla menta), le danzatrici improvvisate (ma neanche tanto) ed un inatteso trenino iniziato dagli uomini blu. L'atmosfera è davvero magica, unica, forse irripetibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' casuale che nel bel mezzo del cantare tutti insieme mi venga in mente "Nel blu dipinto di blu", con la presunzione che possano cantarla davvero tutti. Pensandoci a posteriori: quale immagine migliore di "Volare", nel deserto? (&lt;i&gt;continua&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-6741555740029853394?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/6741555740029853394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=6741555740029853394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6741555740029853394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6741555740029853394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2010/05/volare-nel-deserto-6-tutto-cambia-in.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-1668014180574357676</id><published>2010-05-21T09:04:00.004+02:00</published><updated>2010-05-21T09:32:03.650+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Volare nel deserto /5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo Fes il viaggio è caratterizzato da spostamenti anche lunghi, soste panoramiche con foto, pernottamenti in luoghi incredibili, in alcuni casi degni de "Le Mille e una notte". Nei lunghi spostamenti il tempo si passa in vari modi: conversando, osservando i panorami che cambiano nel giro di pochi chilometri, ma anche cantando, come nelle migliori gite scolastiche adolescenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altra parte l'alternativa è ascoltare la musica del buon Rachid, il nostro autista. C'è il CD di Ismael Lo che è universalmente apprezzato e diventerà la colonna sonora del viaggio, ma c'è anche una musica tambureggiante che dopo 5 minuti diventa fastidiosa. E' durante uno di quegli intermezzi che parte il coro dei viaggiatori seduti sul retro. Io, Susanna e Carla. Canticchiamo di tutto: io - per non farmi mancare nulla - faccio anche l'imitazione di Carmen Consoli... Mi viene spontaneo, è più forte di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo continuano ad esserci scossoni con bottiglie che partono dal fondo ed arrivano al primo posto, o cadono minacciando la testa di Silvia (ormai soprannominata Fruttolo per la quantità di arance cadute in testa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio da Fes è lungo e per lungo tempo si viaggia praticamente nel nulla. La valle dei cedri è molto bella, e fotografo anche dei macachi che avevano puntato alla mia busta con le arance. Poi ci si dirige verso le gole del ziz e ci si concede una sosta panoramica-fotografica in uno dei laghi che si vedono nel percorso... Non credevo di vederne così tanti, in Marocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lungo trasferimento ci riserva la sorpresa del pernottamento, con Rachid che gioca ad allungare la distanza dalla nostra destinazione. Si tratta di un alberghetto fatto a Kasbah nel bel mezzo delle gole del ziz. E tutta la terrazza è nostra. Molto bello, molto romantico, ottima la cena. D'altra parte in Marocco mangiano bene, anche se  la tajine migliore (una kaftà alle uova, speziata ma davvero molto buona) l'ho mangiata a Fes. Domani ci aspetta la notte nel deserto: c'è un po' di tensione: il pensiero del dromedario mi fa dormire poco... Non sono mai andato neanche a cavallo e con gli animali sono un po' freddo, quando non ho paura. Ma sarà sicuramente una bella esperienza. (&lt;i&gt;continua&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-1668014180574357676?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/1668014180574357676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=1668014180574357676' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1668014180574357676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1668014180574357676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2010/05/volare-nel-deserto-5-dopo-fes-il.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-4757709051223016864</id><published>2010-05-19T09:12:00.006+02:00</published><updated>2010-05-23T20:34:16.305+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Volare nel deserto /4&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La mattina dopo vediamo Fes e la sua Medina, che è una vera città nella città. E' un'esplosione di colori ma soprattutto di odori, e sono convinto che anche un raffreddato potrebbe riconoscere chiaramente le differenze: colla di falegnameria, menta, cacca di asino... di tutto, di più. Le concerie, poi, sono un girone dantesco agghiacciante. La guida di oggi, Loukiri, chiama spesso "Marco" perché ieri un omonimo era il ritardatario di un altro gruppo. Anche il nostro Marco si difende bene, tuttavia, almeno per oggi, di tanto in tanto si farà trovare in prima fila. Nel corso della mattinata chiamerà anche Antonella e Graziano, il coordinatore. Il suk è un luogo dove matematicamente, se non c'è la guida, ci si perde. Soprattutto a Fes. Ci sono artigiani e mercanzie di ogni tipo, si vede nettamente la differenza tra la parte "ricca" del suk (più curata e pulita) e quella povera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo a disposizione non ci consente di vedere la ceramica, rinomata, mentre visitiamo la farmacia, così come un altro venditore di tappeti e sorseggiamo un immancabile tè alla menta. A Fes, nella cena precedente, abbiamo bevuto il miglior tè del viaggio, credo. A Meknès, tra le altre cose, avevamo visto come funziona la tecnica del "damaschinato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminato il lungo viaggio nella medina della città colta del Marocco, comincia un lungo trasferimento in bus con il valzer delle arance e delle bottiglie d'acqua. La strada è asfaltata, ma ci sono dei punti sconnessi e con curve. Nei ripiani del bus quasi tutti hanno riposto una busta con acqua e qualche vivanda. Nel mio caso avevo puntato sulla frutta, le arance acquistate a Moulay Idriss. Negli scossoni capita che volino le arance come se fossero palle da tennis: una di queste riesco a fermarla prima che impatti la testa di Claudia (detta Fashion2), in altre occasioni i frutti colpiscono il cranio di Silvia che magari stava sonnecchiando. E' la seconda giornata di arance che volano, e dopo questa esperienza chiuderò le buste in modo che il contenuto non esca. Tuttavia il valzer delle arance (e delle bottiglie, piene o vuote) in volo sarà una delle costanti degli spostamenti in bus. (&lt;i&gt;continua&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-4757709051223016864?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/4757709051223016864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=4757709051223016864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4757709051223016864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4757709051223016864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2010/05/volare-nel-deserto-4-la-mattina-dopo.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-5101119396928105912</id><published>2010-05-17T10:11:00.006+02:00</published><updated>2010-05-17T10:32:52.646+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Volare nel deserto /3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Imparare l'arabo è un casino della madonna, perché normalmente si scrive da destra a sinistra, ma i numeri si scrivono da sinistra a destra. Sono le testuali parole di Abdel, la guida che ci porta in giro per Meknès. E' all'interno della medersa, la scuola coranica, che quest'uomo dal fare spigliato e dalla buona dizione italiana se ne esce con l'espressione gergale che non ti aspetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio è appena iniziato, giusto il tempo di conoscere alcuni dei compagni di viaggio, fare fotografie al panorama e poco altro. Dopo la notte passata in camera con Fashion (il soprannome dato ad una delle nostre compagne di viaggio) la mattina passa in giro per il suk, che inizia a regalare odori e colori di ogni genere. Io non ho perso le abitudini di viaggio: mi sveglio sempre ad orari antelucani, anche se cerco di non disturbare i miei compagni di viaggio. Cerco di sfruttare l'ora per scrivere due note sul taccuino, e in effetti qualche cosa riesco a spuntarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia il ritmo della giornata è davvero intenso, praticamente dopo mezzogiorno partiamo alla volta di Moulay Idriss e Volubilis, e per cena saremo già a Fes. Nel frattempo la guida ci averà fatto visitare quello che resta delle scuderie di Idriss, un forno da cui asaggeremo dell'ottimo pane croccante... Per la prima volta, oltre a visitare siti e luoghi, andiamo anche a vedere un po' come si vive "da dentro". Con molta semplicità, soprattutto all'interno della Medina dove i vicoli stretti non consentono l'accesso a mezzi motorizzati (rarissimo vedere un motorino, e in ogni caso si vedono dei "ciao" locali), tanto che alla fine il mezzo di trasporto più usato, a parte il carro trainato dall'uomo, è il somaro. (&lt;i&gt;continua&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-5101119396928105912?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/5101119396928105912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=5101119396928105912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5101119396928105912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5101119396928105912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2010/05/volare-nel-deserto-3-imparare-larabo-e.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-448131717446687982</id><published>2010-05-16T13:50:00.000+02:00</published><updated>2010-05-16T13:51:07.791+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Volare nel deserto /2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 25 aprile è una giornata di sole in una primavera che avanzando si è  fatta capricciosa. Giornata di ricorrenze che ormai sembrano aver perso  il loro significato fondativo, e giornata di occasionali scampate fuori  porta, dove prevale l'odore della carne alla brace e le canzoni alla  chitarra. Avevo deciso di andare in viaggio, preferibilmente fuori  dall'Europa, ed una serie di circostanze mi porta a scegliere la  settimana che lega il 25/4 al primo maggio come periodo. Mi prende un  colpo quando leggo che tre gruppi di 15 persone ciascuno partono per la  stessa meta nello stesso periodo: troppo caos, si rischia di snaturare  il viaggio. Comunque per me è un'esperienza nuova. Abituato a fare il  viaggiatore/viandante solitario, con tutta la retorica che accompagna  quest'immagine, condividerò il mio primo viaggio fuori dal continente  con persone ora sconosciute, ma che in otto giorni possono diventare  familiari. Certo, devo fare i conti con la mia proverbiale freddezza, ma  per quello c'è tempo: almeno fino al 2 maggio, giorno del rientro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così  tra le undici e mezzogiorno incontro il primo gruppo, passiamo  rapidamente il check-in, ci concediamo un pasto frugale al duty-free e  poi s'imbarca tutti su un velivolo della Royal Air Maroc, partenza  prevista alle 12.30. Contro ogni nostra previsione ci servono il pranzo  durante il volo, e già per questo e per i volti sorridenti questi  marocchini mi sono simpatici. L'interno del velivolo è decorato come se  fosse una moschea: chissà che qualche volta non capiti l'ora della  preghiera durante qualche volo, e ci si rivolga con fiducia a La Mecca  dopo aver ascoltato il Muezzin gridare "Allah akbar".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pranzo  al duty-free ed il volo sono le occasioni giuste per le prime  conversazioni. Lungo i corridoi il primo argomento di conversazione sono  i rispettivi viaggi, e qui salta fuori (lo sapevo!) il mio conto in  sospeso con la capitale d'Oriente, Istanbul. Due delle mie compagne di  viaggio ci sono state di recente, e ne sono rimaste incantate. Esprimo  tutto il mio disappunto perché volevo andar lì, ma ora le circostanze mi  portano in Marocco e non sarà certo un "viaggio minore", lo so già  dall'inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo due ore di volo circa atterriamo a Casablanca.  Penso: finalmente arrivo in un posto che è ancora giorno! Neanche il  tempo di pensarlo. Appena sbarcati c'incontriamo con il gruppo che parte  da Milano: saliamo tutti in bus e ci dirigiamo subito a Meknès. Tra una  cosa e l'altra (cambio delle monete, etc.) arriveremo lì che è già  notte. Così, anche questa volta la tradizione è rispettata, nonostante  tutti i pronostici sfavorevoli. (&lt;i&gt;continua&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-448131717446687982?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/448131717446687982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=448131717446687982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/448131717446687982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/448131717446687982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2010/05/volare-nel-deserto-2-il-25-aprile-e-una.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-6281749657487003139</id><published>2010-05-16T13:48:00.000+02:00</published><updated>2010-05-16T13:50:07.192+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Volare nel deserto /1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Penso che un giorno* così non ritorni mai più, mi dipingevo la faccia e le mani di blu. Poi d'improvviso venivo dal vento rapito, e cominciavo a volare nel cielo infinito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certe volte le canzoni che ti vengono in mente in un dato istante sono quelle che - non volendo - descrivono meglio il clima, il contesto, l'atmosfera che si sta vivendo. E' così che succede in un momento culminante: in mezzo al deserto, di notte, con i berberi che hanno appena terminato di suonare i loro ritmi ai bonghi. Gli uomini blu eredi dei Tuareg acclamano e chiedono a gran voce una canzone italiana. Nel gruppo tutti sanno che mi piace cantare, d'altronde quale passatempo migliore dentro il bus quando ci si deve spostare per oltre 400 km? Senza contare che ho trovato delle coriste eccezionali. Dunque, i berberi acclamano chiedendo una canzone italiana, e tutti guardano me, e anche i berberi sembrano chiedere a me questa esibizione sotto la luna piena e tra le dune di sabbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci penso il tempo necessario, quanto basta per immaginare che "Volare" la conoscano davvero in tutto il mondo. Ed è così che, in una notte di primavera, ci siamo ritrovati a volare nel deserto, nel blu dipinti del blu della notte. (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;continua&lt;/span&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-6281749657487003139?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/6281749657487003139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=6281749657487003139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6281749657487003139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6281749657487003139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2010/05/volare-nel-deserto-1-penso-che-un.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-556210380693238776</id><published>2009-03-23T11:42:00.003+01:00</published><updated>2009-03-23T12:25:39.808+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Catalunya no es Espana!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La mia mente si nutre d'illusioni destinate a durare lo spazio d'un mattino. E' come se ne avesse bisogno. E' una sensazione sospesa tra la voglia di cambiare, la curiosità e la consapevolezza che fino ad oggi i giorni si sono susseguiti senza una vera visione del futuro. In fin dei conti, passare poco più che un fine settimana a Barcellona fa parte di questa sensazione. C'è tempo per prendere un volo che, finalmente, parte e arriva puntuale. Il tempo di un bus che percorre un autostrada in cui i primi luoghi che vedi sono due distributori Agip.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo per verificare che le ipotesi fatte circa la posizione dell'ostello erano reali. Sembrava di esserci già stati, in Carrer de la Disputaciò. Eppure l'avevo solo osservato da Street View. E pur non essendoci alcuna insegna, avevo perfettamente idenfiticato il portone. Ne ho avuto la conferma solo in quel posto, leggendo la targhetta sul citofono. Quella, da Street View, ancora non si può vedere. C'è il tempo per decidere di andare a dormire e alzarsi presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziando una camminata che, partendo da Plaça Catalunya, andrà a finire sulla Rambla, al Port Vell e sulla spiaggia, non senza deviazioni. Volevo perdermi, e il quartiere gotico è il luogo giusto per farlo. d'altra parte le strade che vanno troppo dritte, i reticolati quadrati e prevedibili non mi sono mai piaciuti. Molto meglio vie strette, meglio ancora se ti chiedi, di volta in volta, dove ti porteranno. Ma Barcellona non è la città ideale per perdersi a lungo, per quello è Roma ad essere imbattibile. E così, camminando a lungo arrivo al Parc de Ciutadella, e poi torno sulla Rambla e assaggio la paella per la prima volta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E intanto, tra le varie attrazioni sulla Rambla (pittori, disegnatori, uomini e donne in maschera e/o dipinti, fiorai) un banchetto che vende magliete con la bandiera della catalogna, bandiere di gemellaggio con i paesi baschi. Mi chiedo: la Catalogna, ai tempi della guerra civile spagnola, non è stata un avamposto repubblicano? Sbaglio o George Orwell è stato in questi luoghi per supportarli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Termino il mio pranzo con la più classica crema catalana, e dedico il pomeriggio a Gaudì. A Passeig de Gracia, a metà strada tra la casa Battlò e "la pedrera", un musicista di strada suona del blues, è bravo e coinvolgente. Arrivo alla Sagrada Familia e all'Hospital de San Pau dove Gaudì ha voluto mettere la sua firma, quasi in ogni mattonella. Un'intera cittadella concepita secondo la visione un po' folle e un po' geniale del famoso architetto. Poi, mi hanno detto che visitare Parc Guell, da solo, vale l'intero viaggio a Barcellona. Arrivo e la parte frontale è piena di turisti, perciò passerò dove è più tranquillo, non senza aver notato i suonatori improvvisati e un musicista che, sotto un colonnato, arpeggia con il liuto. Per certi versi, mi sembra di stare in mezzo a Temple Bar, a Dublino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così si svolge la giornata, camminando e fruendo delle metropolitane che invidio, perché portano dappertutto. Ma l'illusione del viaggio e dell'andirivieni solitario e confuso non poteva bastare. Così si fa avanti un'altra illusione, la sera del mio arrivo. Comincia osservando una copertina familiare. E' l'edizione olandese de "la solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano. Finisce con quattro chiacchiere scambiate quella sera, una colazione fatta assieme il giorno della mia partenza ed un caffè preso di fretta prima di prendere il bus per il ritorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questa, come Barcellona, si dissolve nello spazio di un mattino, e non rimane neanche una fotografia, come quella che commemora George Orwell nella targa di una piazza, o il bluesman in Passeig de Gracia. Rimangono una flebile possibilità di contatto,la solitudine dei numeri primi, e le scritte, sui muri e nei bagni: Catalunya no es Espana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-556210380693238776?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/556210380693238776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=556210380693238776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/556210380693238776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/556210380693238776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2009/03/catalunya-no-es-espana-la-mia-mente-si.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-4345224768944597967</id><published>2008-10-04T09:00:00.003+02:00</published><updated>2008-10-04T09:57:10.809+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Un dubbio che rimane (8)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La sera, prima della cena, accompagno Jennifer a ordinare la pizza. Mentre camminiamo sotto la classica pioggerella irlandese un automobile tampona un motociclista che trasporta proprio le pizze per il negozio dove ci stiamo recando. Mi accorgo dell'incidente solo quanto il motociclista è già a terra. Io e Jennifer ci fermiamo per capire se servono soccorsi, qualcuno è arrivato prima di noi e sta chiamando l'ambulanza. Io, a dir la verità, mi sento un po' in imbarazzo perché non saprei esattamente cosa fare per aiutare il malcapitato, e poi, come dicevo, c'è già chi ha chiamato l'ambulanza. Tuttavia Jennifer rimane ferma qualche minuto per capire: più tardi vengo a sapere che lei fa la fisioterapista. La serata passa così, tra una chiacchiera e l'altra e con Jennifer un po' scioccata dall'incidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella cena mi dà l'occasione di conversare un po' con i miei compagni di viaggio, di conoscerne altri, alcuni che sono già lì e altri appena arrivati. In questa atmosfera mi sento a mio agio, anche il signore anziano mi sembra molto simpatico. Il giorno successivo faccio colazione con un'altra ospite dell'Arnie's, un'australiana di nome Sonia, un altro tipo sveglio. Anche in quel caso si conversa amabilmente; in più Sonia è in grado di parlare e capire l'italiano, viaggia molto; la nostra conversazione si svolge in inglese, lingua a cui la ragazza è più avvezza. Finita la colazione ognuno va per la sua strada, lei prenderà un bus per la &lt;i&gt;Giant's Causeway&lt;/i&gt; un'attrazione naturalistica della costa nordirlandese; io, invece, mi limiterò ad una passeggiata senza mappa, magari nei pressi delle rive del Lagan. Mi piace passeggiare sui lungofiume. &lt;br /&gt;Ripongo la mia macchina fotografica: ho scattato 250 foto circa e, in più, le batterie si stanno scaricando. Passeggio in una zona che non ho battuto e senza mappa. In primo luogo attraverso un piccolo quartiere unionista, in cui i murali celebrano la regina d'inghilterra, ma non ho visto la figura di un solo uomo in mitra. Poco distante c'è un quartere repubblicano, con un cartello pubblicitario scritto prima in gaelico e poi in inglese. Pubblicizza una scuola tradizionale, è l'unico caso, nel Regno Unito, in cui ho visto il nome della città scritto in gaelico: Beal Féairste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brevemente arrivo a costeggiare il Lagan, passando per il gazometro, un residuo di archeologia industriale segnalato da un pannello turistico. Il Laganside che ho percorso è davvero un bel posto. Aperto solo al transito dei pedoni o dei ciclisti, paragonabile, forse, alla pista ciclabile sul Tevere, ma più pulito, tenuto meglio; più ricco di vegetazione. La passeggiata è lunga, tanto che ad un certo punto mi rendo conto di essermi perso. Belfast è una città in cui orientarsi non è difficile: mi basta tirare fuori la mappa una volta per tornare sulla strada giusta, anche se farò il giro di Donegall Square, dove si trova la City Hall.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una breve pausa, torno in ostello e ritiro i miei bagagli, è tempo di partire per tornare a Roma. All'Europa Bus Center trovo l'Airport Express 300 già pronto in banchina. Arrivo con discreto anticipo al Belfast International Airport, ma c'è una fila inattesa. Comincio a temere di non essere in tempo, e poi non ho ancora pranzato. Giusto il tempo di passare davanti al banco del check-in e ritirare la carta di imbarco, e sullo schermo appare una scritta &lt;i&gt;delayed&lt;/i&gt; a fianco del mio volo. Partenza ritardata di un'ora. Nonostante questo devo ancora mangiare, passare il varco della sicurezza, perciò non mi sento rassicurato. Faccio tutto di fretta, come se non avessi saputo del ritardo. Tutto sommato non mi pento di questa scelta: mi consentirà di rilassarmi più tardi, e vedere, dal cancello di partenza, un aereo che frena e spegne i motori con il muso di fronte al vetro in cui guardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partenza, alla fine è alle 16.30. Tra un banco di nuvole e uno squarcio di cielo sereno riesco a vedere qualche paesaggio e, finalmente, vedo la cima innevata delle Alpi. E poi vedo sorgere la luna e il tramonto dua una nuova prospettiva, da sopra le nuvole. Siamo in prossimità di Roma e si capisce che pochi minuti prima c'è stato un'acquazzone pesante. L'aereo scende di quota e attraversa una coltre di nuvole piuttosto spessa, vibrando per la turbolenza appena passata. Quando si atterra non piove più ma si vede chiaramente quello che è successo nei minuti precedenti la fase di atterraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così, si ritorna alle consuetudini, alle cose note, alla vita di tutti i giorni: Al ritorno, porto con me esperienze, ricordi, ma forse, e soprattutto, un &lt;i&gt;dubbio che rimane&lt;/i&gt; per la città da cui sono partito, l'ambiguità della voglia di vivere portandosi appresso il pesante fardello della storia, senza volerlo né poterlo rinnegare o nascondere.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-4345224768944597967?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/4345224768944597967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=4345224768944597967' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4345224768944597967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4345224768944597967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/10/un-dubbio-che-rimane-8-la-sera-prima.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8047989298958456038</id><published>2008-10-03T18:58:00.003+02:00</published><updated>2008-10-03T20:15:45.040+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un dubbio che rimane (7)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Domenica 14 settembre è un giorno particolare. Intanto perché, in inglese, è il giorno del sole (&lt;i&gt;Sunday&lt;/i&gt;), ma il sole si vede solo a squarci, è la classica giornata irlandese. E poi perché proprio di domenica mi aspetta un tour nella parte più dura di Belfast, in particolare il quartiere di Shankill Road. E' un giorno segnato dalla musica che ho in testa. Vero le 10.00 di mattina salgo sul bus turistico, prime tappe centrali: il Cathedral quarter, la Custom House, l'Albert Clock. Si prosegue poi sulle rive del Lagan, e con passaggio nel Titanic quarter, un cantiere a cielo aperto al cui centro ci sono i cantieri navali H &amp; W che costruirono il transatlantico famoso per il suo tragico viaggio inaugurale. Trovo buffo che qui ci siano manifesti orgogliosi di aver fabbricato quell'imbarcazione. &lt;i&gt;Titanic: made in Belfast&lt;/i&gt;. La guida fa un paio di battute sul fatto che, nonostante l'impegno profuso nella progettazione e nella costruzione, l'imbarcazione sia affondata. Purtroppo la mia conoscenza dell'inglese è tale che non riesco a colgiere cosa dica la guida, capisco che si tratta di una battuta dall'espressione del volto della guida e dalla reazione di altri turisti. Il quartiere, dicevo, è un pullulare di cantieri edilizi in vista del 2012, anno in cui ricorre il centenario. In quell'occasione, ovviamente, con quelle bandiere e quei manifesti &lt;i&gt;Titanic 2012&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Titanic: made in Belfast&lt;/i&gt; mi veniva in mente un vecchio De Gregori: &lt;i&gt;la prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tappa successiva è il castello di Stormont, poco fuori dal centro abitato, attuale sede del parlamento nordirlandese. La strtada passa davanti al porto di Belfast e anche al secondo aeroporto, il George Best Belfast City Airport. Sembra uno scalo di provincia, e si vede che è di recente costruzione. Da una prima occhiata, sono i voli low-cost che fanno scalo qui. In breve si arriva a Stormont. Il castello è posto in una sorta di collinetta, in mezzo ad un parco, davvero un bel posto. Tra l'autista del bus e la guardia all'entrata del parco c'è uno scambio di battute. Mi piacerebbe scendere qui ma poi dovrei aspettare il bus successivo, e, sapendo che ne passano fino alle 14.00, scelgo di rimanere seduto e tornare al centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si passa rapidamente al Laganside, con il S. George's market, di epoca vittoriana. In una fermata noto di sfuggita il murale di Donegall Street che tornerò a fotografare. Intanto, già dal castello di Stormont la colonna sonora che ronza nel cervello è cambiata: &lt;i&gt;Sunday, bloody sunday&lt;/i&gt; degli U2. Ci si avvicina alla parte dura della città. La guida e il conducente del bus si scambiano battute, mi sembra di capire che il secondo parli (ironicamente) come se non avesse voglia di accedere al quartiere unionista. Decido di scendere proprio lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La zona è desolata, è pieno giorno. Ci sono decine e decine di bandierine del Regno Unito che attraversano la strada stese su fili, e molti murales raffigurano uomini in passamontagna armati di mitra. Si vede spesso anche la bandiera dell'Ulster con la mano rossa, e nei murales questo simbolo è spesso accompagnato dalla sigla UVF, &lt;i&gt;Ulster Volunteer Force&lt;/i&gt;. Nei murales si ricordano il reggimento caduto in battaglia nel corso della prima guerra mondiale, oppure si omaggia la regina madre, o il regno unito. L'aria che si respira è molto tesa, ci si sente come se ci si volesse difendere da qualcuno. C'è un parco che commemora i caduti dell'Uvf, e poi c'è un murale agghiacciante, che ritrae un bambino ferito, con una scritta che lascia intendere che i genitori sono stati uccisi da una bomba o da un attentato repubblicano. Passeggio un po' per la strada e osservo, ma in giro non c'è quasi nessuno e mi sento un po' a disagio. Decido di aspettare il bus successivo e tornare verso il centro anche per mangiare. Nel tragitto passiamo per la &lt;i&gt;peace line&lt;/i&gt;, il muro che separa le due comunità. Anche in questa parte ci sono murali. Passiamo anche per Falls Road, il quartiere repubblicano e si vede subito. In primis appaiono le scritte anche in gaelico, in alcuni casi viene utilizzata solo questa lingua. Su un edificio campeggia la bandiera della Repubblica. Sembra quasi di aver passato di nuovo il confine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In breve si torna al centro. Dopo la pausa pranzo, mi reco a piedi a Falls Road. Forse mi sono sentito rassicurato dai murales anti- Bush, o dal sorriso di Bobby Sands dipinto dul muro della sede dello Sinn Féin, perciò torno a piedi e fotografo ancora. Anche qui c'è un parco commemorativo dei caduti repubblicani, ma si respira un'aria un po' diversa. Non ho visto un solo murale contro l'Uvf, mentre a Shankill c'era qualche segnale anti-repubblicano e anti- IRA. Poi, certo, la situazione reale, lo si capisce, dev'essere molto più complessa di quella che si vede dai murali. Però ci sarà un motivo per cui ho percepito un'aria più distesa tra Springfield Road e Falls Road, che non a Shankill Road e dintorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta finito il tour, passeggiando, torno alla City Hall con la sua ruota panoramica e mi rendo conto di quanto questa città sia ambigua, ma non è ipocrita, perché non vuole né può nascondere la propria storia (per molti versi difficile), semmai cerca di conviverci con il massimo di leggerezza ed ironia possibile. La mia visita in Irlanda volge alla fine. Di sera torno in ostello, converso amabilmente con Jennifer, decido di cenare con lei e le altre ragazze. Suono un po' la chitarra, e dentro di me comincia a risuonare l'eco di quelle parole che mi avevano accompagnato a Fiumicino: &lt;i&gt;ma cos'è questo strano rumore di piazza lontana? Sarà, forse, tenerezza o un dubbio che rimane?&lt;/i&gt; e comincio a pensare che Belfast mi lascia proprio questa sensazione, quella del &lt;i&gt;dubbio che rimane...&lt;/i&gt;. Chissà, forse c'è anche un po' di malinconia nel sapere che il giorno successivo si parte per tornare a Roma e alle consuetudini.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8047989298958456038?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8047989298958456038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8047989298958456038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8047989298958456038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8047989298958456038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/10/un-dubbio-che-rimane-7-domenica-14.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-2432025883126372449</id><published>2008-09-30T21:17:00.003+02:00</published><updated>2008-10-03T18:58:10.268+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un dubbio che rimane (6)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La sera prima di partire controllo l'itinerario che mi porterà dall'Europa Bus Center all'ostello. La mattina mi alzo presto e riesco a prepararmi la colazione con ciò che trovo nella cucina dell'Isaacs Hostel di Dublino. Giusto il tempo per conversare con una coppia Canadese e ricordarsi che pompelmo, in inglese, si dice &lt;i&gt;grapefruit&lt;/i&gt; che io ricordavo fosse l'uva (&lt;i&gt;grape&lt;/i&gt;). Dopo un breve relax prendo il bus per Belfast. Il viaggio dura un paio d'ore. Ci si accorge del passagio del confine tra Repubblica e Regno Unito: cambia il sistema di misurazione (le distanze sono indicate in &lt;i&gt;yards&lt;/i&gt; e non in metri), sparisce la doppia denominazione delle destinazioni, in inglese e in gaelico. Nei cartelli in Eire sotto la scritta Belfast c'è sempre Beal Féairste, la dicitura in gaelico. Si entra nel Regno Unito e questa scritta non si vede più. In compenso appaiono i cartelloni pubblicitari delle chiese presbiteriane (che ci sono anche in Eire, ma non espongono cartelli all'esterno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima città che incontriamo nel viaggio è Newry, presso cui il bus fa una fermata abbastanza rapida. Sembra un posto gradevole. Arrivo a Belfast verso l'ora di pranzo. Il tempo per posare il bagaglio al mio ostello, saldare il conto (dopo aver cambiato valuta, €100 per £73.10), mangiare e fare una prima passeggiata. Un concentrato di sensazioni in poche righe e in poco tempo. Primo: è il primo giorno, da quando sono in Irlanda, che non cade una goccia di pioggia. Sono partito col sole e anche a Belfast mi accoglie il sole e un tepore che mi ricorda Roma (complice l'orario). Secondo: Arnie's Backpackers, l'ostello che mi ospita, è praticamente un appartamento: mi danno una chiave che apre non la stanza, ma la porta principale dello stabile. In una stanza comunitaria ci sono un televisore con un lettore dvd, un vecchio pianoforte e, in un angolo, una chitarra classica che più tardi accorderò. Terzo: l'impatto con Belfast è il migliore in assoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo un posto per mangiare e mangio molto bene per un prezzo contenuto, in un locale in cui passa musica jazz; le mie prime passeggiate mi portano al quartiere universitario e all'orto botanico, luoghi vicini al mio ostello, ma molto belli da visitare. Tra l'altro la struttura urbanistica mi sembra molto semplice, riesco ad orientarmi bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra una cosa e l'altra mi organizzo per prendere il bus turistico (il giorno successivo) che mi porterà ai quartieri duri di Belfast. La sera salgo nella mia stanza e scopro che i miei due compagni sono una ragazza (di cui scoprirò il nome il giorno successivo, Jennifer), e un signore anziano. La prima notte passa tutto sommato tranquilla, se non fosse per il fatto che il signore si alza dal letto due o tre volte e che io per un'oretta ero in dormiveglia con la luce accesa e Jennifer che leggeva.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-2432025883126372449?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/2432025883126372449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=2432025883126372449' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2432025883126372449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2432025883126372449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/09/un-dubbio-che-rimane-6-la-sera-prima-di.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-3306223428389729689</id><published>2008-09-28T10:27:00.003+02:00</published><updated>2008-09-28T11:15:40.056+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Un dubbio che rimane (5)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Questo racconto sta diventando più lungo di quello che pensassi, ma proseguiamo. Dopo l'impatto brusco, mi adatto al clima vivace e caotico di Dublino, che comincio ad apprezzare. L'immagine che rimane di questa città, è, però, quella di una capitale condizionata in tutto e per tutto dal turismo di massa. La stanza dove dormo in ostello, composta da sei letti, ospita ben quattro italiani (me compreso) e un marsigliese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa buffa accade la prima sera, dopo il mio rientro in stanza per coricarmi. Avevo già tolto i miei occhiali ed ero in una fase di veglia rilassata, quella che precede il sonno per intenderci. Entrano due ragazzi e una ragazza e salutano con il più classico degli "Hi". Mi presento: "Hi, I'm David". Ho anglicizzato il mio nome (anche nella pronuncia) perché penso che per uno straniero sia più facile pronunciare "David" che non "Davide". Loro, invece, si presentano in italiano: "Hi, I'm Andrea, she's my sister, Claudia, and he's my cousin". Beh, la prima cosa che mi viene in mente è chiedergli, in inglese, siete italiani? Loro rispondono sì. A quel punto, per gioco, faccio finta di non essere italiano anche io, e per quella sera parlo loro solo in inglese ("is there something troubling?"). Tutto sommato sono andato all'estero anche per incontrare e parlare con persone straniere, perciò incontrare altri italiani smonta un po' questa idea. La mattina dopo decido che il gioco deve finire. Saluto la ragazza con un bel "buongiorno", quanto basta per farle capire che lingua parlo. E invece, la risposta è educata ("buongiorno") ma dopo c'è il silenzio. Aspetto un po' e poi rivelo il gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dublino ha diverse cose interessanti, il S.Stephen's Green, la Christ Church Cathedral, il Writers' museum... senza contare la vivacità del quartiere di Temple Bar, dove si trova sempre un musicista di strada. La musica è coltivata molto bene in Irlanda, e Dublino è capitale anche in questo. Se, girando per Cork, avevo trovato due bei negozi di strumenti musicali, a Dublino ne trovo uno a dir poco splendido, enorme. Figurarsi che in vetrina espone arpe celtiche (e questo uno poteva aspettarselo) ma anche un contrabbasso, una batteria... Quando in genere i nostri negozi di musica espongono chitarre, tastiere, strumenti un po' più 'tradizionali'. Il negozio è veramente immenso ed ha una varietà di strumenti (compresi pianoforti a coda) immensa. E' praticamente impossibile che io esca da un negozio di quel genere senza aver comprato nulla. Infatti, ne esco con un Irish tin whistle (un flauto tradizionale irlandese) da regalare a mio cognato, e una armonica a bocca in do con un libello per imparare e le prime partiture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non fosse "rovinata" dal turismo esasperato, che rende i prezzi alti e la città frenetica in un modo che non mi aspettavo, Dublino sarebbe una degna capitale europea, il cui unico vero handicap è quello dei trasporti pubblici, con due linee LUAS che neanche s'incontrano. Certo, ci sono gli autobus, ma il caos è veramente ai livelli di Roma, con l'aggravante che Dublino è molto più piccola, e, tutto sommato (se non si è stanchi) percorribile bene a piedi e in bicicletta (le piste ciclabili sono ovunque, e c'è anche una segnaletica adeguata, con semafori appositi. Infatti c'è anche un buon traffico ciclistico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine della mia permanenza, se dovessi scegliere una canzone per rappresentare Dublino, sarebbe &lt;i&gt;Sultans of swing&lt;/i&gt; dei Dire Straits, mentre per Cork avrei più difficoltà a scegliere una canzone - simbolo... Forse potrebbe essere &lt;i&gt;Just my imagination&lt;/i&gt; dei Cranberries.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-3306223428389729689?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/3306223428389729689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=3306223428389729689' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/3306223428389729689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/3306223428389729689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/09/un-dubbio-che-rimane-5-questo-racconto.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-2200355139895401055</id><published>2008-09-27T08:40:00.005+02:00</published><updated>2008-09-27T10:09:47.172+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un dubbio che rimane (4)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Cork mi è piaciuta molto, anche se ho avuto problemi di orientamento nel percorrere a piedi le strade. Le mappe che avevo non riportavano i nomi di tutte le strade, perciò almeno una volta al giorno facevo un tragitto lunghissimo per arrivare in un posto vicino. Sarà anche per questo che non sono riuscito a vedere la Red Tower, e non ho avuto occasione di assaggiare almeno la Murphy's o la Beamish.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Julien, il mio compagno di stanza belga, è gentile e socievole. Una sera mi fa usare il suo portatile per telefonare - con la mia utenza Skype - a mia sorella. Inoltre, il 10 settembre entrambi dobbiamo andare a Dublino, perciò ci mettiamo d'accordo. Ci diamo un appuntamento e prenderemo il bus insieme. Ho ancora il suo numero telefonico in rubrica, magari gli manderò un sms di saluto. La mattina del 10 settembre esco per una breve passeggiata. Subito dopo torno all'ostello e, presi tutti i bagagli, io e Julien andiamo a Parnell Place a prendere il bus delle 10.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna abbiamo deciso di partire a quell'ora e non più tardi. Il viaggio verso Dublino è lungo. Verso le 12/12.30 ci sarà una sosta presso un'area di servizio, per mangiare, sgranchirsi un po' le gambe, e soddisfare altre necessità. Arriviamo a Dublino, Busàras verso le 14.40. Sapendo che fra qualche giorno mi aspetta Belfast, ne approfitto per prendere un volantino con la tabella degli orari per quella destinazione. Con Julien ci salutiamo cordialmente, &lt;i&gt;see you later&lt;/i&gt;, ma di fatto ognuno andrà per la sua strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio ostello è a due passi dalla stazione dei bus, mentre Julien dovrà prendere la LUAS o camminare un po'. Dublino si rivela subito nella sua caoticità estrema di città turistica. L'ostello pullula di persone, molti usano i pc portatili sfruttando la connessione wi-fi gratuita, io resto in attesa di poter fare il check-in per poter posare il mio borsone in una stanza e ripartire. Intanto la radio passa musica rock, ma ad un certo punto riconosco l'inconfondibile voce di Carmen Consoli che canta di na persona che &lt;i&gt;biascica un malinconico Modugno&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posato il mio bagaglio esco e vado subito al Dublin Tourism Centre in Suffolk street. Prima sorpresa: la ragazza allo sportello mi dice subito "sei italiano?". Chissà da dove avrà capito la mia provenienza. Secondo: l'ufficio turistico di Dublino è un bell'edificio, è una vecchia chiesa; anche lo spazio all'interno è grande, e non manca un negozio di souvenir, naturalmente. Poco distante dal centro turistico dove ritiro il mio Dublin Pass, c'è il Trinity College. Devo dire che non mi entusiasma. Sarà per il fatto che ho visto il College di Cork ed è tutta un'altra cosa: su una collinetta, edifici che sembrano case che spuntano tra alberi e parchetti... Per fare un paragone con Roma sembrava quasi di passeggiare a Villa Pamphili e, ogni tanto, trovare edifici o piazzette dove ci si si può incontrare, luoghi dove si può studiare in solitudine o in compagnia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Trinity College ha una struttura diversa. Gli edifici non sono molto alti, ma il disegno architettonico mi ricorda quello razionalista che caratterizza la Città Universitaria di Roma. L'impianto è sicuramente più sobrio e meno retorico, però quella struttura risulta "quadrata", e meno piacevole di quella vista a Cork.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia prima (mezza) giornata a Dublino la passo a maledire la città: mi accoglie il caos su O'Connell street, il via vai frenetico delle persone, i semafori pedonali che non scattano mai, il suono delle ambulanze (ne ho sentita almeno una al giorno) e, come se non bastasse, dalla mia stanza si sente chiaro il rumore della DART, il cui ponte ferroviario passa proprio sopra le nostre teste.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-2200355139895401055?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/2200355139895401055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=2200355139895401055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2200355139895401055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2200355139895401055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/09/un-dubbio-che-rimane-4-cork-mi-piaciuta.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-2921848778220722299</id><published>2008-09-23T17:06:00.004+02:00</published><updated>2008-09-23T17:41:09.047+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un dubbio che rimane (3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Cork è una città piccola, ma molto gradevole e per certi versi sorprendente. Non mi aspettavo, ad esempio, che il centro (zona S. Patrick's street, Merchant's quay&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;etc.) fosse caotica, con un traffico automobilistico - lungo i quay - che mi ha ricordato da vicino i lungotevere; aggiungiamo a questo il fatto che i semafori pedonali, in Irlanda (e su questo l'isola è unita) durano poco meno di 30 secondi, e consentono l'attraversamento solo con un passo spedito. Se sei munito di bastone, è finita. Beh, col tempo ho imparato che i semafori pedonali si possono prendere con "beneficio d'inventario" (l'alternativa è attendere che scatti il verde per qualche minuto, tenendo conto che il semaforo cambierà colore in 30 secondi...), facendo la dovuta attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un centro cittadino caotico e vivace (pieno di negozi e catene tipo Burger King etc. etc.) si affianca una zona "periferica" in cui il traffico è molto poco, è più facile trovare edifici di stampo tradizionale, non si trovano grosse catene commerciali, mentre si trovano pub tradizionali o locali del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei posti che mi ha colpito, visitandolo è la &lt;i&gt;Cork City Gaol&lt;/i&gt;, la prigione storica dove spesso sono stati recluse persone solo perché disagiate, povere, "ladri di polli", a volte sottoposti a pene assurde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra una cosa e l'altra mi rendo conto di aver sopravvalutato la mia padronanza dell'inglese. Mi rendo conto di essere un po' come un vecchio motore diesel arrugginito, e che avrei bisogno di maggiore esercizio, sia nell'ascolto che, soprattutto, nel parlare. Ma pazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con i miei compagni di stanza, Lazarus (greco) e Julien (belga) c'intendiamo bene, siamo usciti insieme e abbiamo cenato. Con Julien ho preso il bus per Dublino da Parnell Place il 10 settembre. Anche lui si recava lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alloggiavamo in un ostello non distante dalla S.Patrick's hill. La salita per arrivare in cima è un po' faticosa, ma vale la pena. Dall'alto si gode un notevole panorama di Cork.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra curiosità è che a Cork trovare la Guinness è possibile, ma sarebbe un gesto di enorme scortesia chiedere una pinta quando tutti i pub ti propongono le stout locali, Murphy's e Beamish. Non sono riuscito ad assaggiare nessuna delle due. In compenso ho fatto la cura del tè. Prendevo tè anche a pasto per paura che mi portassero l'acqua solo in bottiglia. Ero entrato nell'ordine delle idee di pagare l'acqua minerale, magari 2€. Beh, ho visto che il tè costava 2€, pensavo, perché non prendere il tè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti un tè a colazione (perché non ho coraggio di assaggiare un caffè non italiano), un tè a pranzo e uno a cena....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro posto da vedere nei dintorni di Cork è il &lt;i&gt;Blarney Castle&lt;/i&gt;. Certo, è un posto su cui ci sono anche speculazioni ad uso turistico, come la Blarney Stone. Se baci la pietra, dicono, avrai in cambio l'eloquenza. Di certo c'è il fotografo che ti aspetta e ti farà vedere l'immagine, pronta per essere acquistata al chiosco dei souvenir. Però vale la pena di visitare il posto. Il castello è praticamente circondato dal bosco, e poi c'è la Rock closed, un percorso in cui si trova un dolmen, dei wishing steps, tutto in mezzo al bosco... Tutto ciò senza contare il poanorama che si gode dall'alto del castello: di un verde sfolgorante come non l'avevo mai visto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-2921848778220722299?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/2921848778220722299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=2921848778220722299' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2921848778220722299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2921848778220722299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/09/un-dubbio-che-rimane-3-cork-una-citt.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8142822013599547345</id><published>2008-09-21T16:11:00.002+02:00</published><updated>2008-09-21T16:41:27.955+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un dubbio che rimane (2)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Innanzi tutto il mio aereo doveva partire alle 8.30 di sera. Alle 18.10 passa mio cognato a prendermi e arriva la prima sopresa: traffico intenso verso Roma, sulla Pontina ma anche sulla Laurentina. Evidentemente tutti i vacanzieri avevano deciso di rientrare proprio quel giorno. Si cammina a passo d'uomo, fa caldo e la radio, tra le altre, passa "Modena" di Venditti. &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Ma cos'è questo strano rumore di piazza lontana? Sarà forse tenerezza, o un dubbio che rimane...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ma non c'è tempo per i dubbi, non ora. Arriviamo all'aeroporto verso le 8.00 (o pochi minuti prima), io sono trafelato. Devo fare ancora il check-in e la carta d'imbarco, credo di esere arrivato giusto in tempo. Entro, mi affretto e scopro che la partenza è ritardata: il volo partirà alle 22.30 (!!!). Come se non bastasse, tutta la mia strategia per il bagaglio a mano fallisce: per poter essere trasportata in cabina, la mia borsa non dovrebbe pesare oltre i 6 kg, e la bilancia ne indica 8.6. Mettici lo zaino vuoto, la macchina fotografica con pile e caricabatterie, il k-way per la pioggia, delle magliette e pantaloni di ricambio... Va tutto nella stiva, con le sue belle etichette. E va afarsi benedire anche il pensiero di non avere la preoccupazione di aspettare il bagaglio al nastro, che poi chissà quanto tempo, sempre che non lo freghi qualcuno.... Ma pazienza, è andata così, bisogna farsene una ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, nell'attesa, leggo un bel po' di un libro che avevo lasciato in sospeso, sempre con un minimo d'ansia per non perdere l'aereo. Ad un certo punto rompo gli indugi e vado verso gli imbarchi, la mia uscita è la C9. Tutto sommato, la partenza è normale, non subisce ulteriori dilazioni rispetto a quelle già annunciate. Solo, avevo previsto di poter prendere un bus dall'aerostazione di Cork all'ostello, ma atterrerò troppo tardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avevo mai visto un aeroporto così "familiare". Scendo dalle scalette come vedo fare solo in tv. Sono le 1.30 della notte, ora locale (le 2.30 in Italia). Vista la mala parata, prometto a me stesso che la prossima volta prenderò un volo di mattina, ma mai più di notte. Prendo un taxi e subito salgo sul sedile posteriore destro. Davanti a me ho il taxista con i suoi comandi. Penso che guidare tenendo la sinistra non sia poi così diverso e, remotamente, penso che non andrei in confusione. Però fa un effetto strano vedere il volante posizionato là dove da noi c'è un passeggero. E mi chiedo perché, per chi guida a destra, il volante è a sinistra e viceversa. Credo sia una questione di visibilità dallo specchietto centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In breve il taxi mi porta all'ostello, è quasi al centro di Cork e non è molto distante dall'aerostazione. Pago il mio viaggio, ritiro il bagaglio, entro. Esibisco la mia prenotazione e la mia carta d'identità, e, dopo aver pagato, entro in stanza, la n. 108. Posso scegliere un letto qualsiasi, mi dicono. Peccato che due letti su quattro siano già occupati. Ho il problema di entrare, aprire il borsone e cambiarmi, e fare tutto questo senza svegliare i miei compagni distanza. Sono le 2 della notte, ricordiamolo. Tutto sommato credo di essermela cavata. Però prometto a me stesso: la prossima volta non viaggerò di notte.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8142822013599547345?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8142822013599547345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8142822013599547345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8142822013599547345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8142822013599547345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/09/un-dubbio-che-rimane-2-innanzi-tutto-il.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-7976012518640264463</id><published>2008-09-20T21:50:00.003+02:00</published><updated>2008-09-20T22:10:47.552+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personale'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Un dubbio che rimane (1)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La parola vacanze, stranamente, non evoca in me il piacere e la rilassatezza. Forse perché, come avviene per altri aspetti della mia esistenza, non mi concedo spesso questo piacere, cerco di fare sempre attenzione al tempo che spendo. Forse è in questo che va cercata la ragione per cui se parto, preferisco farlo di settembre - o - comuinque - in un periodo che ritengo migliore perché meno affollato. Aggiungiamo a questo un po' di sana(?) vanità che consiste nel presentarsi, agli altri, come colui che - come il barcarolo romano di Romolo Balzani - sceglie appositamente di andare in vacanza quando tutti tornano perché "er barcarolo va controcorente"e mi piace così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' così che decido di partire a setembre, e per l'Irlanda che tutti dicono verde. Anche stavolta ho scelto un volo che parte di sera, atterrerò di notte a Cork ma non fa niente. Ho già previsto tre tappe: Cork, Dublino, Belfast, e altrettanti ostelli nelle tre città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia preparazione c'è un metodo scientifico, quasi come quello di Gassmann ne "I soliti ignoti". Talmente scientifico che metto tutto il mio bagaglio nel mio borsone, sicuro del fatto che passerà come bagaglio a mano (il borsone non ingombra molto); ho già previsto anche l'autobus che mi porterà dall'aeroscalo all'ostello, ho prenotato anche il biglietto su internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire? L'entusiasmo mi ha fatto fare progetti, calcoli, ma anche programmi più vaghi, idee, sogni... D'altra parte, come dice il buon De Gregori, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0); font-style: italic; font-weight: bold;" class="testo"&gt;Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);" class="testo"&gt; Ecco, il mio viaggio è partito così, come un grande miraggio in cui non sapevo neanche quanto credere. Ma le sorprese son tutte da scoprire&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-7976012518640264463?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/7976012518640264463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=7976012518640264463' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7976012518640264463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7976012518640264463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/09/un-dubbio-che-rimane-la-parola-vacanze.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-4496515369075828040</id><published>2008-06-21T08:30:00.000+02:00</published><updated>2008-06-21T08:31:18.025+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Le parole più ricorrenti in questo blog (ultimi post)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://wordle.net/gallery/wrdl/05714/Blog" title="Wordle: Blog"&gt;&lt;img src="http://wordle.net/thumb/wrdl/05714/Blog" style="border: 1px solid rgb(221, 221, 221); padding: 4px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-4496515369075828040?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/4496515369075828040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=4496515369075828040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4496515369075828040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4496515369075828040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/06/le-parole-pi-ricorrenti-in-questo-blog.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-5531053156901546611</id><published>2008-06-21T07:41:00.002+02:00</published><updated>2008-06-21T08:11:59.144+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il ritorno del caimano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Con l'attacco alla magistratura, la ricusazione del giudice e l'attacco a Veltroni finisce (definitivamente ?)&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt; il "clima nuovo&lt;/span&gt;". Ma è proprio vero che c'era un clima nuovo? Sì, Berlusconi non parla più di comunisti da prima della tornata elettorale ma, a parte questo, mi pare che non abbia mai perso tempo ad occuparsi delle cose che più gli stanno a cuore: i processi a suo carico e Rete4. Forse Veltroni, e con lui Scalfari, si erano illusi che fosse possibile un confronto civile con l'attuale premier, perché sta avanzando di età, perché punta al Quirinale, e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito, a me sembra che la linea del PD sia dettata dagli editoriali di Scalfari su Repubblica. Sarà un caso che Veltroni ha cominciato ad attaccare il premier un po' più duramente pochi giorni dopo, per l'appunto, un editoriale del fondatore di Repubblica? Ora: i giornali e i mezzi di comunicazione di massa, in generale, sono strumenti che influenzano (e in molti casi formano, creano, manipolano) l'opinione pubblica e il consenso. Non è strano che possano influenzare un partito. Il problema è che questo partito mi sembra abbia seguito le indicazioni del fondatore di un giornale senza che ci sia stato un dibattito. Il che, secondo me, la dice lunga sulla crisi d'identità del partito stesso. Se il partito è forte, infatti, è in grado d'influenzare le posizioni di un giornale, o quantomeno non sembra subirle passivamente o aspettarle, non manca d'iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo gli ultimi avvenimenti forse Veltroni s'è svegliato e si è accorto che, per l'ennesima volta, il cavaliere bluffava. Non appena si è presentata la "problematica" dei processi, ha scoperto le carte, è più forte di lui. Rimane il nodo delle riforme, eternamente irrisolto. Forse occorrerà attendere che il cavaliere lasci l'impegno politico...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto questo il paese rimarrà tragicamente indietro, in settori come l'energia (dove nessuno investe più sul nucleare, tanto meno di terza generazione, perché è vecchio e perché l'uranio si esaurisce come il carbone ed il petrolio), i trasporti, le infrastrutture, ma, soprattutto, sarà la struttura sociale del paese, già fortemente indebolita e disgregata, ad essere completamente desertificata, grazie anche al fatto che chi è al governo farà di tutto (e già lo sta facendo) per uscire dall'Europa e dall'Euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non temete: finché c'è Grillo che grida - come già fece tale Gabriele D'Annunzio - contro "la casta", c'è speranza che questo paese torni ad essere civile. Certo, come quella volta, fu l'esito delle grida D'Annunziane contro Giolitti "Cagoia" (e Giolitti non era Quintino Sella né Francesco Crispi). Come? Quale fu l'esito? Un ventennio in cui non si parlò più di deputati e senatori... Come? Il delitto Matteotti? Va bè, ma hanno liquidato "la casta", no?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-5531053156901546611?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/5531053156901546611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=5531053156901546611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5531053156901546611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5531053156901546611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/06/il-ritorno-del-caimano-con-lattacco.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-5056718648509943015</id><published>2008-05-14T20:38:00.003+02:00</published><updated>2008-05-14T21:02:53.425+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La nuova stagione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Il governo Berlusconi si è insediato, Alemanno è sindaco di Roma, mentre il paese è percorso da un sentimento intollerante contro gli immigrati (in particolare rom) su cui mi aspettavo qualche critica "da sinistra", è nato anche il governo-ombra del Pd, sembra che il clima politico sia cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi si rende conto che, probabilmente, è alla sua ultima prova da capo del governo, perciò, a mio parere, vuole utilizzare questo periodo per puntare al Quirinale. Per far questo deve dotarsi di un profilo credibile, almeno dal punto di vista istituzionale. Fino a qui la strategia di Berlusconi, comprensibile e chiara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi sfugge è il senso della strategia di Veltroni. Che tra maggioranza e opposizione ci debba essere dialogo, quantomeno sulle riforme, è giusto; mi sembra, però, di vedere un atteggiamento troppo passivo da parte dell'ex sindaco di Roma. Mi sembra che, per preservare il dialogo taccia o abbia taciuto alcune cose su cui, invece, a mio parere, si potevano e si dovevano esprimere delle critiche. Non vorrei che il Pd facesse un'opposizione "annacquata", ammesso che di opposizione si tratti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio è di rendere più credibile Di Pietro e tutti coloro che hanno una visione della politica  che, secondo me, tende alla demagogia: facile bacino di consensi, che però non si traducono mai in soluzioni proposte, in mediazioni, ma sempre in slogan fatti di principi astratti da "anime belle".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che sia obbligatorio essere maggioranza, anzi. E' che si vorrebbe quantomeno contribuire a cambiare qualcosa, anche in piccolo. E per far questo bisogna quantomeno essere disposti a discutere con gli avversari, disposti magari a rinunciare ad un principio astratto "bello" in nome di un risultato che si considera il migliore ottenibile in quelle circostanze in un determinato settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il periodo che ci attende è forse uno dei più cupi in assoluto, non tanto perché governa Berlusconi e lì rimarrà per 5 o 10 anni, ma perché non vedo un progetto chiaro in quello che vorrebbe candidarsi ad essere il più grande partito "riformista" italiano, il PD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, c'è da aggiungere, la sinistra è fuori dal Parlamento. Personalmente spero che venga eletto a segretario Nichi Vendola, mi sembra l'uomo giusto per rinnovare una tradizione politica che - secondo me - non può scomparire e che dovrebbe puntare a spostare l'asse politico del PD, e renderne più incisivo il progetto e l'azione politica.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-5056718648509943015?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/5056718648509943015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=5056718648509943015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5056718648509943015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5056718648509943015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/05/la-nuova-stagione-il-governo-berlusconi.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-7108923306719888957</id><published>2008-04-18T19:06:00.000+02:00</published><updated>2008-04-18T19:20:50.505+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Il passato recente, il presente ed il futuro del PD&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="left: 0px ! important; top: 15px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="abp-objtab-09661894254741067 visible ontop" href="http://www.youtube.com/v/dXHYs1kVkPU&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="left: 0px ! important; top: 15px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="abp-objtab-09661894254741067 visible ontop" href="http://www.youtube.com/v/dXHYs1kVkPU&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;/a&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dXHYs1kVkPU&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/dXHYs1kVkPU&amp;amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;E così, cinque anni dopo aver mandato Rutelli a perdere contro Berlusconi, è il turno di Uòlter. Sul risultato c'è poco da commentare. Il fatto che la sinistra radicale e i socialisti siano scomparsi dal parlamento è più imputabile ai ritardi loro che non alla scelta di Veltroni di non aggregarsi con l'area sinistra della coalizione. A questo punto, vista la mala parata, si pongono alcuni problemi interessanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)il dialogo del PD con la sinistra. Dovrà esserci una forma di dialogo e di ripresa dei rapporti a sinistra, anche per non fare del PD un partito troppo neocentrista;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)il rapporto con Di Pietro: si scioglierà nel PD? Oppure vuole solo "battere cassa" visto che ha più che raddoppiato i consensi, rischiando di dare all'alleanza gli stessi problemi (in direzione uguale e contraria) che a volte ha dato l'ala sinistra della ex Unione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da come veranno affrontate queste situazioni deipende il futuro della leadershipo di Uòlter, buona parte di quello del PD, e direi anche quello del paese. Perché se il paese ha deciso, nettamente e chiaramente, di andare a destra è perché (a mio parere) dall'altra parte sono arrivate speso risposte ambigue e contraddittorie. Il PD dovrebbe proprio ripartire da un tentativo di armonizzazione e composizione delle contraddizioni. Credo che Veltroni abbia ancora la possibilità di fare molto, in questo senso. Certo è che, se sarà sprecata, la prossima volta dovremo realmente affidarci a Napo orso capo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-7108923306719888957?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/7108923306719888957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=7108923306719888957' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7108923306719888957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7108923306719888957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/04/il-passato-recente-il-presente-ed-il.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-397533527613526734</id><published>2008-03-07T13:49:00.000+01:00</published><updated>2008-03-07T14:04:23.134+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;La guerra silenziosa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Nell'ultimo periodo la cronaca ha parlato dei morti e della sicurezza sul lavoro, soprattutto in occasione di incidenti di gravità inaudita, come il rogo della ThyssenKrupp, l'operaio morto a Genova e quelli che sono morti in modo terribile in una cisterna. Molte e ancora di più sono le persone che lasciano le loro vite, spesso giovani, al lavoro, senza che nessuno ne parli. Pensiamo ad operai del settore edile, per esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'arco di un anno solare il numero di coloro che hanno perso la vita in questo modo è raccapricciante; sembra davvero di leggere il bolletino di una guerra silenziosa, combattuta, cioè, senza armi da fuoco, ma con mezzi molto più pericolosi, per certi versi: mancata manutenzione, mancato rispetto delle più elementari norme a tutela della salute e sicurezza, mancato rispetto della vita umana, spesso sostituita da un più bieco interesse verso la produzione a basso costo, la riduzione della spesa, di qualsiasi spesa: da quella per la formazione e l'aggiornamento continuo dei lavoratori (sul rischio e sulle precauzioni), a quella per le strutture di sicurezza, a quella per la manutenzione. Perchè un impianto inizialmente sicuro va sottoposto a revisioni, altrimenti col tempo diventa pericoloso...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora il governo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in prorogatio &lt;/span&gt;ha approvato un decreto attuativo (che credo non avrà problemi a passare in parlamento), ma credo che gli industriali dovrebbero farsi almeno un esame di coscienza, a partire da quelli che Veltroni ha canditato nel PD.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-397533527613526734?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/397533527613526734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=397533527613526734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/397533527613526734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/397533527613526734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/03/la-guerra-silenziosa-nellultimo-periodo.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-3952365432894189947</id><published>2008-02-12T12:26:00.000+01:00</published><updated>2008-02-12T12:37:39.028+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi insegue chi?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;E' iniziata la campagna elettorale. Abbiamo già visto come, in realtà, Veltroni stia adottando uno stile identico a quello di Berlusconi, solo un po' più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;politically correct&lt;/span&gt;. D'altra parte il personaggio è uomo di televisione, di cinema, della Notte Bianca. E' un politico abile, sicuramente, almeno nella gestione del linguaggio. E' il peggior avversario che potesse capitare a Berlusconi. Perché la retorica di Veltroni è pacata, quasi "argomentata"; con questo avversario Berlusconi non può usare più gli slogan a lui tanto cari: "i comunisti... la sinistra", etc. etc. Questo, allo stesso tempo è un bene e un male. E' un bene perché, personalmente, non ne potevo più di sentire slogan che somigliano molto a "i comunisti mangiano i bambini". Slogan fuori tempo massimo, fuori dalla realtà, a mio parere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un male perché non ho ancora ben compreso se l'identità di Veltroni è qualcosa che si avvicina (in maniera molto pallida e timida) a ciò che un tempo si chiamava socialdemocrazia, oppure è uno scimmiottare Berlusconi, una sorta di "Berlusconismo dal volto umano". Purtroppo ho paura che alla fine sarà vera solo la seconda affermazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Chi insegue chi, allora?  Berlusconi che insegue Veltroni (che col Partito Democratico sta cercando di dare una scossa al sistema politico italiano) o viceversa? Secondo me è Veltroni che ha inseguito e superato il cavaliere, uno strano sorpasso al centro, direi...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-3952365432894189947?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/3952365432894189947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=3952365432894189947' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/3952365432894189947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/3952365432894189947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/02/chi-insegue-chi-e-iniziata-la-campagna.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-6602566972118015372</id><published>2008-01-30T20:31:00.000+01:00</published><updated>2008-01-30T20:46:44.846+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Crisi di Governo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Qualche giorno fa si è aperta ufficiamente la crisi del governo Prodi. Per la prima volta in 60 anni, questo passaggio è stato scandito dalla fiducia, votata prima alla Camera dei Deputati, e successivamente al Senato della Repubblica. Dunque, il governo non ha avuto la fiducia del Senato. La prassi precedentemente era stata quella delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crisi extraparlamentari&lt;/span&gt;; il governo si dimetteva senza presentarsi alle camere. Per diversi motivi credo che Prodi abbia fatto bene a chiedere il voto di fiducia, anche per il semplice fatto che la Costituzione lo prescrive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che più mi interessa, però, è capire quali prospettive si aprano a questo punto. Credo che un governo istituzionale sia necessario, per riformare la legge elettorale (che tutti avevano dichiarato essere orrenda), ma anche per affrontare le emergenze più gravi. Sarà molto difficile che questo si realizzi. Vedo, molto più probabilmente, un ricorso anticipato alle elezioni, che secondo me rischiano di aprire un periodo buio (non solo per chi probabilmente governerà), ma anche perché non vedo possibilità di uscita da questa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;impasse &lt;/span&gt;politica e istituzionale. Spero di sbagliare&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-6602566972118015372?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/6602566972118015372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=6602566972118015372' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6602566972118015372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6602566972118015372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/01/crisi-di-governo-qualche-giorno-fa-si.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-7396370900976277822</id><published>2008-01-05T10:18:00.000+01:00</published><updated>2008-01-05T10:41:24.906+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.beppegrillo.it/immagini/firma%20Costituzione%20Italiana.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.beppegrillo.it/immagini/firma%20Costituzione%20Italiana.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L' Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Chi non conosce l'articolo 1 della Costituzione? Con il primo gennaio la nostra carta, lo ha detto anche Napolitano, compie 60 anni dalla promulgazione. Ci sono diverse statuizioni ideali che nella realtà non trovano applicazione, ma al di là di questo, oggi mi piace ricordare che la Repubblica è fondata sul lavoro. Perché già questa affermazione significa che fatti come il rogo alla ThyssenKrupp, ma anche fatti meno gravi di cui i mezzi d'informazione (colpevolmente) non parlano, dovrebbe essere inconcepibili, oppure banditi, in quanto lesivi della dignità della persona e del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo, il lavoro precario dovrebbe avere maggiori limiti d'impiego, e dovrebbero esserci maggiori tutele per chi lavora, spesso girovagando da un'azienda all'altra, a volte lavorando nella stessa azienda che cambia nome trecento volte in un anno. Altrimenti, si dovrebbe cambiare l'articolo 1. In questo modo: "l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro precario" oppure sul lavoro "non sicuro", dove il gruppo avverbiale rende l'idea sia del precario che del fatto che per lavoro c'è ancora chi muore. Nei cantieri, ma anche nelle fabbriche, e in altri ambienti ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo non è degno di un paese che, solennemente, 60 anni fa, ha dichiarato di essere una "Repubblica democratica".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-7396370900976277822?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/7396370900976277822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=7396370900976277822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7396370900976277822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7396370900976277822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2008/01/l-italia-una-repubblica-democratica.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8884106802733661569</id><published>2007-12-16T10:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-16T10:13:01.901+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La cura del ferro&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La settimana che si è appena conclusa ci ha ricordato, se ancora se avessimo bisogno, quanto incide sulle nostre vite quotidiane il trasporto su gomma. L'80% delle merci (più o meno) viaggia su strada. Sono bastati due giorni e mezzo di sciopero dei trasportatori per mettere in difficoltà il paese. Benzinai (e ovviamente automobilisti) senza benzina, supermercati con alcuni scaffali vuoti oppure con merce non freschissima, e via dicendo. In compenso, la strada che percorro quotidianamente, la Statale 148 Pontina, era praticamente libera.&lt;br /&gt;Da questa semplice osservazione si deducono alcune conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tempo si parla di un'autostrada Roma - Latina, per la messa in sicurezza della statale 148. Visto che il vero problema di questa strada è l'intensità del traffico pesante, forse l'autostrada si può pure fare, però non credo che risolva i problemi. Una soluzione molto più efficace sarebbe quella di aumentare a dismisura il trasporto delle merci su ferro. Anche della cosiddetta "cura del ferro" si parla da anni, però non ho capito perché, in concreto, non si è visto far molto. Per esempio: la chiusura dell'anello ferroviario di Roma. Un progetto di cui si parla da almeno vent'anni, mai realizzato. Vabbè, attendiamo fiduciosi. Magari si farà fra vent'anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra considerazione riguarda i carburanti. Vi prego, facciamo una politica diversa sui carburanti e sulle automobili. Liberiamoci dalla benzina, dal gasolio. Già adesso esiste il biodiesel. Incentiviamolo, e, nel frattempo, produciamo auto che non usino carburanti derivati dal petrolio. E magari, rendiamo più facili i collegamenti tra Roma (per esempio) e Pomezia. Una bella metropolitana, un trenino, qualcosa. Perché prendere la macchina e buttarsi sulla Pontina alle 6 di mattina per arrivare al lavoro alle 9.30 non è possibile.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8884106802733661569?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8884106802733661569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8884106802733661569' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8884106802733661569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8884106802733661569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/12/la-cura-del-ferro-la-settimana-che-si.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-6088801665785544799</id><published>2007-12-01T10:55:00.000+01:00</published><updated>2007-12-01T11:09:03.091+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Ci si può fidare del Walter?&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Domanda da 300 milioni di euro. Il leader del PD, Veltroni, è una persona di cui ci si può fidare? E' un politico esperto, certo, ma non sarà per caso l'ultimo epigono del berlusconismo, rivisto in chiave &lt;span style="font-style: italic;"&gt;politically correct&lt;/span&gt;? L'uomo che, un po' più umile dell'Unto dal Signore, vuole andare d'accordo con tutti, accontentare tutti, parlare con tutti, e tana libera tutti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nota positive: il confornto tra avversari può essere una cosa civile e lo sapevamo. D'altra parte la Costituzione della Repubblica l'hanno scritta democristiani, comunisti, socialisti, tutti insieme. Ed era giusto che fosse così. Come è giusto che le "regole del gioco", vedi legge elettorale e riforme dell'assetto istituzionale del paese, vengano condivise. In era di bipolarismo (tanto più se imperfetto com'è stato finora) non si possono fare riforme della costituzione o delle regole a colpi di maggioranza. In questo, l'articolo 138 della carta costituzionale, almeno in parte, è stato superato dalla logica bipolare. Il buon senso impone la regola dei 2/3, come è stato per l'indulto. Dunque, dialogo con tutti, per poi confrontarsi sui testi e gli emendamenti nelle sedi appropriate, il Parlamento e le commissioni affari costituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema, però, è un altro. Il PD ha legittimato con le primarie il leaderismo carismatico di Veltroni? Oppure è una cosa che, in qualche modo, ha intenzione di partire dal basso? La prima risposta sembrerebbe quella più realistica. Da una parte l'attivismo del segretario ha rimesso in movimento una politica italiana che era stagnante, ma che rischia, però, di dipendere sempre dalle decisioni di un uomo solo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-6088801665785544799?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/6088801665785544799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=6088801665785544799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6088801665785544799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6088801665785544799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/12/ci-si-pu-fidare-del-walter-domanda-da.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-7629401404071966451</id><published>2007-11-17T12:08:00.000+01:00</published><updated>2007-11-17T12:27:47.917+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Spara Yuri spara&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Adesso se ne può parlare con maggiore cognizione di causa. Domenica scorsa un ragazzo è stato ucciso. Un poliziotto ha sparato ad altezza d'uomo dalla carreggiata opposta dell'autostrada. Questo fatto gravissimo segnala un problema: nella polizia non solo c'è chi non sa fare uso delle armi (e già di per sé questo sarebbe un motivo sufficiente per allontanare il responsabile dal corpo), ma c'è anche la presunzione, evidentemente legittimata dall'alto, che un fatto di questo genere possa passare impunito, inosservato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica scorsa, per tutta la giornata, i maggiori telegiornali e giornali parlavano di "tragica fatalità", di un errore di un poliziotto; le notizie si sono fatte via via più precise, fino a quando si è saputo che il poliziotto ha sparato ad altezza d'uomo ed era nella carreggiata opposta rispetto all'automobile dove si trovava il malcapitato ragazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo cosa sarebbe successo se tutto questo fosse stato causato da una persona comune (che ne so, un camionista ubriaco), e, meglio ancora, uno straniero. Due secondi dopo, mi ci gioco la pelle, si sarebbe gridato a destra e a manca all'assassiono, con minuti e minuti di servizi sui tg e puntate di Porta a Porta a parlarci del "problema immigrazione", con i soliti ospiti e il solito blablabla fratelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è giusto che chi si rende colpevole di un omicidio venga sottoposto allo stato di fermo quanto prima, mi chiedo come mai, per indagare su un poliziotto, per avere charezza su quel fatto, ci sia voluto tutto questo tempo. Almeno tre/quattro giorni. Se si è garantisti non lo si può essere solo con le persone, è il caso di dirlo, disarmate. Ne va di quella che noi, ancora illusi permanentemente, ci ostiniamo a chiamare &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;democrazia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-7629401404071966451?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/7629401404071966451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=7629401404071966451' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7629401404071966451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7629401404071966451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/11/spara-yuri-spara-adesso-se-ne-pu.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-183676254639639265</id><published>2007-11-05T16:49:00.000+01:00</published><updated>2007-11-05T16:57:04.861+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personale'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.guidaprodotti.com/immagini/televisione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/televisione.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Baby sitter del presente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La nostra generazione è cresciuta con la tivvù. I nostri televisori somigliavano molto a quello della figura, mentre oggi è una gara a chi ha lo schermo più piatto, chi ha il 16:9, il DVD incorporato, chi la parabola, chi tutte queste cose assieme. Resta il fatto che i nostri ragazzi non vanno quasi più a correre in un cortile che non c'è; che quando non sai che fare o ti stufi di giocare con i bambini, invece di colorare delle figure, di correre e fantasticare, di leggere, si sceglie la via più semplice. Cartoni animati. Televisione. DVD. Il tempo libero dei nostri ragazzi è molto passivo, c'è sempre meno fantasia. Mi piacerebbe, prima o poi lo farò, che i miei nipoti passassero almeno un'intera giornata con il televisore come nella figura. Spento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-183676254639639265?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/183676254639639265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=183676254639639265' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/183676254639639265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/183676254639639265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/11/baby-sitter-del-presente-la-nostra.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-3426298875671842002</id><published>2007-10-26T08:39:00.000+02:00</published><updated>2007-10-26T08:57:06.677+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'agonia del governo Prodi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ancora una volta mi ritrovo a parlare di politica. Il governo Prodi sembra arrivato al capolinea, mancano solo le dimissioni o un voto di fiducia negativo. Per il resto, soprattutto in questi ultimi tempi, ha dato prova di non avere forza per andare avanti ancora a lungo. In teoria molti non aspettano altro; la delusione e la disaffezione verso questa esperienza di governo si toccano con mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimango del parere che, tra trecentomila difficoltà, e con altrettante cautele nel non mostrarsi entusiasti, questo governo qualche cosa di buono l'abbia fatto. Poco, magari, oppure ha iniziato a fare qualcosa (cfr. liberalizzazioni) che è incompiuto (e che necessita di maggiore tempo e forza). Ma non volgio dilungarmi troppo su quello che ha fatto o non ha fatto questo governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa sede m'interessa di più uno scenario possibile. Teoricamente, dicevo, molti non aspettano altro che il governo cada. Berlusconi passa tutte il tempo impegnato in questa attività. Non credo, però, che gli convenga molto andare al voto con questa legge. Anche se il Polo avesse una maggioranza meno esigua di quella attuale, si ripeterebbe uno scenario simile a quello cui stiamo assistendo: litigiosità, voti contro, e, infine, "latente" crisi politica extraparlamentare, con il risultato di perpetuare l'immobilità del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggevo che Prodi sta cercando di capire se e come può andare avanti. Vedremo gli sviluppi della situazione. Certo è che sarà molto difficile ripartire con un'azione di governo incisiva.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-3426298875671842002?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/3426298875671842002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=3426298875671842002' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/3426298875671842002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/3426298875671842002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/10/lagonia-del-governo-prodi-ancora-una.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-2878690826262599429</id><published>2007-10-17T12:08:00.000+02:00</published><updated>2007-10-17T12:21:52.014+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le primarie del Partito Democratico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;E così il 14 ottobre&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;si è eletto il segretario del nascente Partito Democratico, Walter Veltroni, sindaco di Roma. Sono stati eletti anche 2800 delegati per l'assemblea costituente del partito. Lo slogan di Veltroni è stato "la nuova stagione". Sarà veramente così? Cosa dobbiamo aspettarci? Un partito neocentrista che qualcuno forse vorrebbe socialdemocratico ma che non riesce ad esserlo? Un partito che vorrebbe essere laico ma non riesce? Un partito che vorrebbe mettere la legalità e la lotta alla mafia, camorra e 'ndrangheta, ma che non riesce? Di certo, un partito che ambisce ad essere grande, che ambisce ad essere "di massa" contiene tutte le contraddizioni di cui parlo. Nonostante tutto, un partito di questo genere deve saper dare delle risposte, dovrebbe saper dare delle risposte certe, anche se poi sappiamo che il governo di un paese qualsiasi è una cosa complessa, che richiede mediazioni. Però, ad esempio, sulla lotta contro la mafia il partito ha il dovere, a mio parere, di essere intransigente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi pare di aver dimostrato il mio scetticismo sul progetto del PD più volte, ho criticato anche il modo leaderistico adottato da Veltroni. Alcune sue esternazioni le ho trovate veramente fastidiose. Nonostante questo penso che sarà utile seguire l'evoluzione del progetto. Perché se riesce a svilupparsi al meglio, potrebbe davvero cambiare la geografia (e forse anche il costume) politico italiano. I leader, vecchi o nuovi che siano, hanno questa opportunità. Legittimata da oltre tre milioni di votanti. Sta a loro non sprecarla.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-2878690826262599429?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/2878690826262599429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=2878690826262599429' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2878690826262599429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2878690826262599429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/10/le-primarie-del-partito-democratico-e.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-4082818300632188517</id><published>2007-10-06T22:54:00.000+02:00</published><updated>2007-10-06T23:04:33.311+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vecchie novità&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Un'allucinazione. Andrà a finire che, a malincuore, piangendo lacrime amare quanto mai, dovrò rassegnarmi a votare il Partito Socialista. Perché il Partito Democratico è un progetto troppo confuso, fanno le primarie con le liste bloccate, Veltroni vuole cooptare Veronica Lario (che s'è fumato?), c'è voglia di partecipazione, ma non mi pare che il PD abbia fatto molto per stimolarla. E poi non sanno se vogliono essere un nuovo modello di socialdemocrazia, un grande partito di centro... Mi pare che vogliano buttare al mare le idee del socialismo. E mentre Mussi e la combriccola che lo segue decideranno sul da farsi (speriamo bene), rinasce, per la tremiliardesima volta, il Partito Socialista Italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrà trecento miliardi di difetti, tra cui De Michelis, Bobo Craxi, e chi più ne ha più ne metta. Ma almeno ha il pregio di richiamarsi ad una tradizione (il socialismo, speriamo quello di Turati e Nenni e non quello di Craxi), a cui si aggiunge l'aperta adesione al PSE. Saranno vecchi, ma insomma, le loro idee mi sembrano più chiare di quelle del Pd. E poi con loro ci sono Angius e Grillini. Però, sinistra, ti prego.... non mi far votare socialista... mi vergogno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-4082818300632188517?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/4082818300632188517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=4082818300632188517' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4082818300632188517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4082818300632188517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/10/vecchie-novit-unallucinazione.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-632951988801688952</id><published>2007-10-02T10:07:00.000+02:00</published><updated>2007-10-02T10:22:23.084+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Corsi e ricorsi storici(?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;A volte ritornano. Ci sono episodi e luoghi, persone e sensazioni della vita che si ripresentano, strade che, inaspettatamente, si ripercorrono. Però, come diceva un vecchio saggio, non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Perciò ripercorri la strada, rivedi la stessa persona, certo, ma c'è sempre qualcosa di diverso. Anzi, forse la stessa idea di aver già visto un luogo e vissuto una situazione cambia inesorabilmente il nostro punto di vista. Sono tornato da un fine settimana a Campoli Appennino (FR), passato a suonare in compagnia e in allegria, con alcuni imprevisti e alcune incomprensioni. Il luogo dove abbiamo campeggiato stavolta era un po' diverso da quello che localmente chiamano "Pepp'rock". Nonostante questo avevo la sensazione di esserci già stato, in quel posto...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-632951988801688952?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/632951988801688952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=632951988801688952' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/632951988801688952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/632951988801688952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/10/corsi-e-ricorsi-storici-volte-ritornano.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8327066381882602466</id><published>2007-09-16T19:18:00.000+02:00</published><updated>2007-09-16T19:28:24.367+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In attesa fiduciosa (?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Oggi parlo di questo governo. Forse dobbiamo ammettere di nutrire aspettative troppo alte per un esecutivo che si regge su un senatore di differenza. Però io speravo che si affrontassero alcuni temi che erano stati posti: i diritti civili delle coppie di fatto (anche omosessuali), la riforma della legge Biagi con la previsione di maggiori tutele e garanzie. Perché non è pensabile che il precariato duri &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;ANNI, &lt;/span&gt;e che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;chi oggi ha un "contratto atipico" non solo non sa con quanti soldi andrà in pensione, ma non sa neanche &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;SE &lt;/span&gt;riuscirà ad andarci. E poi si dice che i giovani restano a casa fino a 40 anni e oltre. Ma chi glieli dà, ai giovani, i soldi per un affitto? O per un mutuo? Che futuro può avere un giovane che per tre mesi percepirà uno stipendio e poi chissà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dir la verità qualche segnale c'è stato. La circolare del ministro Damiano ad inizio mandato, ad esempio... oppure il famoso progetto di legge sui Dico su cui il livello polemico è stato molto alto. Forse sono segnali di qualcosa che si potrà realizzare nella prossima legislatura? Io spero si possano realizzare in questa, anche perché con un altro governo Berlusconi la vedo difficile...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione è difficile da governare, i problemi sono tanti, i dubbi e le insoddisfazioni pure. Però  credo che questo governo debba provarci. Anche perché sennò chi ci prova?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8327066381882602466?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8327066381882602466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8327066381882602466' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8327066381882602466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8327066381882602466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/09/in-attesa-fiduciosa-oggi-parlo-di.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-6341862994798507879</id><published>2007-09-11T10:49:00.000+02:00</published><updated>2007-09-11T11:10:06.074+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;V-Day parte seconda&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Alla fine, il V-Day di Grillo c'è stato. Non si può ignorarlo: organizzato solo attraverso il tam-tam di internet, ha avuto un grosso riscontro. Centinaia di migliaia di persone in piazza. Roba da mettere in difficoltà l'organizzazione di un partito o di un sindacato. Dunque, il V-Day è senz'altro un segnale di un malessere diffuso verso la politica, la lentezza nel prendere decisioni, la famosa distanza tra "il palazzo" e "la gente", le auto blu e i privilegi, le immunità che vengono confuse spesso per impunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse raccogliere una massa delusa dalla politica gridando a gran voce "Vaffa..." è facile, secondo me fin troppo facile... Però i problemi posti dal V-Day ci sono, va cercata una soluzione. Secondo me la soluzione non può e non deve essere un gigantesco "Vaffa..." di piazza, così come le proposte di legge popolare presentate da Grillo meritano una discussione più approfondita e non una firma aprioristica sulla fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente la politica deve cambiare corso, si deve rinnovare negli uomini e nelle idee. Ma questo processo non può essere separato dall'evoluzione della cosiddetta società civile, che spesso ragiona ancora in termini da anni '70 o peggio, con schemi da guerra fredda. La famigerata transizione politica italiana, databile grosso modo dagli anni del sequestro Moro, è ancora lungi dall'essersi conclusa. Qualche passo in avanti è stato fatto, ma ci sarà pure un motivo per cui non siamo ancora riusciti ad avere una competizione leale tra schieramenti opposti che si riconoscano, però, nei principi sanciti dalla Costituzione. Schieramenti che propongano soluzioni diverse, certo, ma che non s'insultino a prescindere e che sappiano governare un paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi problemi, cari miei, non sono problemi dei politici, ma di chi li elegge. Se abbiamo politici di questo genere è perché noi ragioniamo così. In questo caso col "Vaffa..." di Grillo e company non facciamo altro che assolvere noi stessi dalle nostre responsabilità. Ma per quanto noi ci crediamo assolti, siamo per sempre coinvolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun V-Day potrà cambiare, con un colpo di bacchetta magica, lo spirito di contesa astiosa che aleggia nel paese, e che è rispecchiato dai toni di certi politici. Anzi, se possibile, il V-Day peggiora le cose. Non lamentiamoci, poi, se la nostra politica si riduce sempre di più al potere delegato ad un leader carismatico, sia esso Berlusconi o Veltroni (al netto di tutte le differenze tra i due, s'intende)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-6341862994798507879?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/6341862994798507879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=6341862994798507879' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6341862994798507879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6341862994798507879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/09/v-day-parte-seconda-alla-fine-il-v-day.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8374336428398414684</id><published>2007-09-03T11:41:00.001+02:00</published><updated>2007-09-03T11:58:08.686+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.arpnet.it/mais/paesi/egitto/egitto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.arpnet.it/mais/paesi/egitto/egitto.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Cercando un altro Egitto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;L'Egitto va di moda. Ditemi voi se non conoscete qualcuno, più di uno, che non sia stato a Sharm el Sheik. A nuotare sul Mar Rosso, sotto la barriera corallina, a imprecare per sindromi intestinali varie. Un vecchio detto dice "se Maometto non va alla montagna, allora la montagna va da Maometto". E' il mio caso. Non sono andato in Egitto (ma magari ci vado), non credo che andrò a Sharm el Sheik, almeno fino a quando rimarrà la meta turistica più frequentata da tutti quelli che conosco. Magari va a finire che una capatina a Sharm ce la faccio, chissà. Però cercherò di adottare un punto di vista diverso dagli altri, perché non amo gli stereotipi e i luoghi comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevo, non sono andato in Egitto, ma in un certo senso è l'Egitto che è venuto da me. E' stato come se non aspettassi altro: l'opportunità di poter parlare in lingua straniera (inglese, ma anche francese), l'esercizio di una traduzione dall'italiano, il fascino della cultura araba coniugata alla storia dell'Egitto che è molto più antica di quella della mia città natale, Roma. E sognare l'Egitto di Nasser o di Sadat, che riescono ad essere indipendenti dal gioco delle potenze... Tanto che l'Egitto attuale è una delle chiavi per un Medio Oriente pacifico. L'Egitto, Africa e Mediterraneo allo stesso tempo, con grandissime influenze arabe. Se mi salta il ticchio, ci prenderò casa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8374336428398414684?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8374336428398414684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8374336428398414684' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8374336428398414684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8374336428398414684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/09/cercando-un-altro-egitto-legitto-va-di.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-4270721231589723331</id><published>2007-08-26T05:31:00.000+02:00</published><updated>2007-08-26T05:54:52.988+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;V - day&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Come molti sanno, soprattutto gli internauti, Beppe Grillo ha lanciato da tempo una campagna. Il giorno cruciale sarà l'8 settembre, il nome dell'iniziativa è V-day. No, non è da confondere con V-E day, il giorno della vittoria in Europa, se non ricordo male l'8 maggio del 1945. La V sta per Vaffan****. Per chi voglia leggere, ecco il &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/"&gt;link&lt;/a&gt; del sito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approfitto di questo spazio per esprimere la mia opinione in proposito.&lt;br /&gt;Condivido l'idea che in Parlamento non debba sedere chi ha riportato condanne penali o chi ha processi in corso (fino alla sentenza): a queste persone dev'essere impedita la candidatura per legge. Condivido anche l'idea dell'abbattimento dei privilegi per la classe politica: auto blu e tutto il resto. Forse molti parlamentari approfittano del loro potere, e della posizione che occupano, forse sì, ed è gravissimo che ciò accada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, credo, ciò non basta per mandare a quel paese l'intera classe politica, oppure la politica tout court. No, caro Beppe Grillo: così si fa il gioco di chi si fa le leggi apposta per scampare ai processi, di chi minaccia lo sciopero fiscale perché qualcuno finalmente recupera gettito dall'evasione... Così è troppo facile. Perciò, caro Beppe, io te lo dico: quello slogan è quanto di più sbagliato tu possa aver pensato. Non è così che si fa una battaglia di civiltà, cavalcando il più bieco populismo. Almeno, questa è la mia modestissima opinione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-4270721231589723331?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/4270721231589723331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=4270721231589723331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4270721231589723331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4270721231589723331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/08/v-day-come-molti-sanno-soprattutto-gli.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-2012960590418878490</id><published>2007-08-16T13:56:00.000+02:00</published><updated>2007-08-16T14:27:12.320+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Della giustizia e della tivvù&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Sbatti il mostro in prima pagina. E' il titolo di un film di Marco Bellocchio del 1972, con Gian Maria Volonté e Laura Betti, musiche di Ennio Morricone. Credo si potrebbe aggiornare il titolo pensando ai nostri telegiornali, ai vari programmi che hanno dedicato mesi al caso di Cogne, con ospiti di vario genere, ma onnipresenti, dalla Parietti ai vari Morelli, Crepet, Meluzzi, condotti a braccetto dai vari Vespa, Mentana, Costanzo di turno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni, mi hanno impressionato due cose: la notizia di un magistrato attaccato pesantemente dai genitori di una vittima, la reazione del pluricampione Valentino Rossi agli accertamenti fiscali. In entrambi i casi c'entra la legge, e c'entra la tv, il modo in cui viene usata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo al primo caso un giudice può emettere una sentenza sbagliata, ma lo fa interpretando leggi, procedure, etc. Capisco, quindi, la rabbia di chi pensa  ad una sentenza ingiusta; la giustizia, però, va sottratta all'arbitrio e all'emotività; se un giudice ha sbagliato dovrà dircelo  il CSM, non ce lo può certo dire un genitore comprensibilmente irritato. Altrimenti, il rischio è il ritorno a d una velata forma di Terrore giacobino, in cui  ad un certo punto si tagliavano le teste di tutti. Ora, certo,  è quasi impensabile sottoporre alla ghigliottina  i propri nemici.  Però,  la televisione potrebbe giocare un ruolo di "gogna"  umiliante e, per certi versi,  di tortura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo caso, capisco l'ansia di autodifesa del campione motocicilista, ma anche qui si tratta più di una "trovata pubblicitaria" che di altro.  Tutti sappiamo che Londra non è Paperopoli o un paradiso fiscale noto, infatti il fisco italiano non vuole sapere perché  Rossi ha la residenza a Londra.  Ci si fa un'altra domanda:  caro Valentino Rossi, tu risiedi a Londra. Come mai, allora, hai acquistato tutte queste auto, terreni, etc. in Italia? Non è che hai stabilito la tua residenza all'estero solo per evadere il fisco italiano? Sappi che noi abbiamo trovato in Italia molti dei tuoi interessi, quindi, se avrai evaso il fisco, dovrai pagare tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel video-risposta trasmesso a reti unificate, Valentino Rossi non riesce a dimostrare di non aver evaso il fisco. Forse per il semplice fatto che la tv non è lo strumento adatto per farlo. Con quel messaggio, il motociclista, secondo me, cerca un'altra via di fuga: quella di far credere a tutti che ci sia una sorta di "complotto mediatico" nei suoi confronti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia una strategia troppo vecchia per essere credibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto, come dire: i giornalisti, su queste notizie, soprattutto d'estate, ci sguazzano, e non vedono l'ora di "sbattere il mostro in prima pagina".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-2012960590418878490?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/2012960590418878490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=2012960590418878490' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2012960590418878490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2012960590418878490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/08/della-giustizia-e-della-tivv-sbatti-il.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8426757194445120084</id><published>2007-08-08T11:16:00.000+02:00</published><updated>2007-08-08T11:37:13.360+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Attenzione!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);" class="postbody"&gt; Ho saputo che Telecom Italia sta facendo una campagna telefonica in cui chiede conferma del consenso al trattamento dei dati personali per fini pubblicitari/commerciali e simili. Naturalmente nelle chiamate non si parla mai di queste finalità, ma di informazioni di carattere "tecnico-amministrativo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt; S&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;e doveste ricevere da Telecom telefonate di questo genere, fate così: &lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)chiedete la riservatezza &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;totale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt; in elenco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;b)negate il consenso alla pubblicità (è automatico se fate anche il punto a, però specificarlo non costa nulla)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;c)compilate il modulo con cui confermate la vostra volontà (facendolo sottoscrivere dal titolare dell'utenza telefonica) &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d)riservatevi di fare istanza al garante per ogni violazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per scaricare il modulo di cui ho scritto al punto c) andate sul sito &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;www.telecomitalia.it : fate click sulla scritta Privacy, che si trova nell'angolo basso a sinistra (è in corpo di carattere piccolo, lettere maiuscole)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, c'è il sito del garante: &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;www.garanteprivacy.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo fa io ho inviato una mail e in risposta mi hanno mandato un modulo per fare istanza in caso di violazione. Potete fare istanza, e a questo proposito segnalo che nella sezione Privacy del sito telecomitalia.it si possono trovare anche gli elenchi dei responsabili del trattamento dei dati personali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8426757194445120084?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8426757194445120084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8426757194445120084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8426757194445120084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8426757194445120084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/08/attenzione-ho-saputo-che-telecom-italia.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-5385573018639431166</id><published>2007-08-05T12:15:00.000+02:00</published><updated>2007-08-05T12:31:10.451+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Tempi moderni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;C'era una volta la fabbrica e la catena di montaggio. Gli operai eseguivano operazioni ripetitive, controllavano i vari punti della catena. C'erano turni da otto ore al giorno, lavori usuranti, straordinari non pagati e schiene spezzate, a volte non solo metaforicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era una volta... ma siamo sicuri che con la flessibilità introdotta da anni non ci sia più niente del genere? Nel 2007, e chissà fino a quando, queste tipologie di lavoro persistono, e in certi casi sono aggravate dalla "flessibilità". Un "lavoratore atipico", in genere, è un po' meno tutelato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiungiamo a questo tutte quelle nuove forme lavorative che magari sono meno usuranti per il fisico, ma comportano uno stress notevole: per ritmo di lavoro, pressioni ricevute, turni, e così via. Scopriremo che, in fondo, le catene di montaggio possono esistere anche laddove il prodotto finale non è l'automobile o la vernice, ma magari la gestione delle pratiche e dei reclami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, c'è un abisso tra i due mondi, è innegabile. Dal punto di vista dell'organizzazione e della divisione del lavoro, però, vedo anche molti punti di contatto. Sarà colpa della mia miopia?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-5385573018639431166?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/5385573018639431166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=5385573018639431166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5385573018639431166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5385573018639431166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/08/tempi-moderni-cera-una-volta-la.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-3048427575860197254</id><published>2007-08-01T10:37:00.000+02:00</published><updated>2007-08-01T10:57:46.011+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;A forza di essere vento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Oggi si parla di Nomadi, Zingari. Credo che la canzone di Fabrizio de André, in questo caso, parli da sola. M'infastidiscono troppo le voci che parlano di queste persone solo come se fossero tutti ladri, fastidiosi, puzzolenti, etc. Sinceramente non amo molto neanche i ghetti extraurbani in cui spesso sono scaraventati. Tenuti ben lontani dai centri urbani. Certo, il nomadismo è una cultura diversa dalla nostra. Noi siamo pigri, stanziali, abituati e forse ossessionati dal possesso delle cose. Noi abbiamo messo le nostre radici, che chiamiamo patria e famiglia. Ma se allarghiamo bene lo sguardo ci accorgiamo che, parafrasando una vecchia canzone, la nostra patria è il mondo intero, che le nostre famiglie spesso non ci danno alcuna garanzia e sicurezza, anzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi siamo noi, allora, per giudicare uno stile di vita diverso? Chi siamo per poterci permettere di emettere delle sentenze senza sapere cosa e come si vive in una determinata situazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cito ancora Fabrizio de Andrè&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;«L'emarginazione deriva anche da comportamenti acquisiti da culture antichissime. Gli zingari girano il mondo da più di duemila anni, se vogliamo credere a Erodoto. Questi Rom, questo popolo libero è affetto da dromomania, cioè desiderio continuo di spostarsi. Non credo abbiano mai fatto del male a qualcuno, malgrado le strane dicerie; è vero che rubano - d'altra parte non possono rinunciare a quell'impulso primario presente nel DNA di ciascun essere umano: quello al saccheggio, di cui abbiamo avuto notizie in queste ultime amministrazioni - però non ho mai sentito dire che abbiano rubato tramite banca. Inoltre non ho mai visto una donna Rom battere un marciapiede. Girano senza portare armi; quindi se si dovesse dare un Nobel per la pace ad un popolo, quello Rom sarebbe il più indicato.»&lt;br /&gt;&lt;em&gt;[Presentazione del brano durante il concerto al Teatro Valli di Reggio Emilia (6/12/1997)]&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;E poi ancora, cito dal testo della canzone:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="mul"&gt; ora alzatevi spose bambine&lt;br /&gt;che è venuto il tempo di andare&lt;br /&gt;con le vene celesti dei polsi&lt;br /&gt;anche oggi si va a caritare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e se questo vuol dire rubare&lt;br /&gt;questo filo di pane tra miseria e sfortuna&lt;br /&gt;allo specchio di questa kampina [*]&lt;br /&gt;ai miei occhi limpidi come un addio&lt;br /&gt;lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca&lt;br /&gt;il punto di vista di Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[*]Tenda mobile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ecco, sono completamente d'accordo con questo brano.  Non aggiungo altro perché non vorrei sconfinare nella retorica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-3048427575860197254?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/3048427575860197254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=3048427575860197254' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/3048427575860197254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/3048427575860197254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/08/forza-di-essere-vento-oggi-si-parla-di.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-5625970619239793682</id><published>2007-07-26T10:26:00.000+02:00</published><updated>2007-07-26T10:43:03.641+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Abbasso il Milan, Viva Coppi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Uso come titolo questa citazione di Guccini, per parlare di quello sport che anni fa seguivo con passione: il ciclismo. Da anni, ormai, non c'è Giro d'Italia o Tour de France senza che uno o più corridori non vengano trovati positivi all'antidoping. Abbiamo imparato a conoscere l'eritropoietina, una sostanza che il nostro corpo produce naturalmente, ma che esiste anche in formato farmacologico. A quanto ne so, è una molecola che può essere somministrata solo negli ospedali, in casi di anemia, e con una serie di precauzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa, infatti, aumenta il tasso di emoglobina nel sangue, ma se usata in modo indiscriminato, può portare una persona all'infarto. Questa sostanza, assieme ad altre, viene somministrata anche a corridori ciclisti. Perché, aumentando l'emoglobina nel sangue, c'è maggiore ossigeno in circolazione, e si ha una maggiore resistenza agli sforzi. Non credo che un ciclista possa essere anemico...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni l'eritropoietina è diventata rintracciabile ai controlli, ma questo non significa che il doping nel ciclismo sia finito. Purtroppo. Perché c'è l'ormone della crescita, il testosterone, e chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse un'età dell'oro del ciclismo non è mai esistita, forse è un'illusione. Però, vi prego, per la vostra salute, e per il nostro cuore: fate sì che il ciclismo sia solo uno sport, con una competizione leale. Vogliamo vedere esseri umani veri sforzarsi, scattare, bestemmiare, arrancare. Non prodotti usciti da una casa di cura.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-5625970619239793682?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/5625970619239793682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=5625970619239793682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5625970619239793682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5625970619239793682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/07/abbasso-il-milan-viva-coppi-uso-come.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-2009367023349977009</id><published>2007-07-21T10:59:00.000+02:00</published><updated>2007-07-21T11:11:23.812+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sinistra, un'altra sfida&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Il Consiglio dei ministri ha approvato, dopo lunghe trattative, un progetto di riforma del cosiddetto "scalone". Il piano è stato concordato con i sindacati e vede d'accordo tutti i ministri. Rifondazione comunista e Comunisti Italiani esprimono posizioni contrarie. Ancora una volta la cosiddetta "sinistra radicale" è chiamata ad una sfida. Che fare? Sottoscrivere la proposta, prendendosene la responsabilità e difendendola davanti al proprio elettorato? Oppure uscire dal governo e aprire una crisi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dubbi sulla riforma sono legittimi, così come le opinioni di Diliberto, Giordano &amp; c. Il problema è questo. La politica è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;naturalmente&lt;/span&gt; fatta di compromessi, a volte anche di rinunce. A meno che non ci si voglia ridurre a forza d'importanza residuale con il solo impulso della protesta, chi è al governo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;deve &lt;/span&gt;essere consapevole delle responsabilità che ciò comporta, e a volte dei sacrifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alternativa è mandare tutto all'aria, prendendosene la responsabilità. Far ritornare al governo Berlusconi e, di conseguenza, vedere lo stato sociale progressivamente sfasciato. Se Giordano, Diliberto, o chi per loro, vogliono questo, abbiano il coraggio di assumersene la responsabilità. E non si lamentassero, poi, se scompaiono per sempre dal panorama politico italiano. Io vorrei che ci restassero, come voce critica della maggioranza. Se scompariranno sarà colpa loro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-2009367023349977009?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/2009367023349977009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=2009367023349977009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2009367023349977009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2009367023349977009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/07/sinistra-unaltra-sfida-il-consiglio-dei.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-405755285764884389</id><published>2007-07-11T22:22:00.000+02:00</published><updated>2007-07-11T22:39:25.760+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vivere con lentezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;E' una mia fissazione, su cui vorrei far riflettere. Molti di noi passano le giornate freneticamente, presi da mille impegni e pensieri. Forse è per questo che non riusciamo fare programmi a lungo termine, e ci ritroviamo spesso a discutere di cose piccole o di problemi quotidiani senza avere la minima idea o visione per un futuro possibile. Correndo, insomma, il nostro sguardo si sofferma giocoforza su quelli che sono i pericoli più immediati, la nostra visione ottica si restringe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può vivere lentamente, invece. E' solo un altro modo per scandirsi il tempo, ma cambia radicalmente le prospettive. E' come una passeggiata, che permette di fermarsi ogni tanto, allargare lo sguardo, guardare più lontano, riflettere. Ci permette d'immaginare l'orizzonte, di fare dei disegni con la mente, di pensare a come può essere la realtà oltre il nostro campo visivo. Vivere lentamente ci permetterebbe di minimizzare alcuni problemi (e in alcuni casi di vederli per come realmente sono: delle contingenze magari fastidiose ma non vitali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivere lentamente lascia un attimo di spazio in più per un sorriso, qualcosa che è molto più prezioso di un diamante, per gli altri ma anche per noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, secondo me dovremmo prendere esempio da questa canzone del grande Bruno Lauzi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;la bella tartaruga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;che cosa mangera'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;chi lo sa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;chi lo sa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;due foglie di lattuga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;poi si riposera'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;ah ah ah&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;ah ah ah&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;la tartaruga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;un tempo fu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;un animale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;che correva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;a testa in giu'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;come un siluro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;filava via&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;che ti sembrava&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;un treno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;sulla ferrovia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;ma avvenne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;un incidente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;un muro la fermo'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;si ruppe&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;qualche dente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;e allora rallento'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;la tartaruga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;da allora in poi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;lascia che a correre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;pensiamo solo noi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;perche' quel giorno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;poco piu' in la'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;andando piano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;lei trovo'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;la felicita'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;un bosco di carote&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;un mare di gelato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;che lei correndo troppo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;non aveva mai guardato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;e un biondo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;tartarugo corazzato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;che ha sposato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;un mese fa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;la bella tartaruga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;nel mare va perche'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;ma perche'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;ma perche'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;fa il bagno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;e poi si asciuga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;dai tempi di noe'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;eh eh eh&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;eh eh eh&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;la tartaruga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;lenta com'e'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;afferra al volo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;la fortuna quando c'e'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;dietro una foglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;lungo la via&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;lei ha trovato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;la' per la'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;la felicita'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;un prato d'insalata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;un lago di frittata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;spaghetti alla chitarra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;per passare la serata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;un bosco di carote&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;un mare di gelato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;che lei correndo troppo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;non aveva mai notato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;e un biondo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;tartarugo corazzato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;che ha sposato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;un mese fa &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;un mese fa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-405755285764884389?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/405755285764884389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=405755285764884389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/405755285764884389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/405755285764884389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/07/vivere-con-lentezza-e-una-mia.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-1833966101221316626</id><published>2007-07-07T18:51:00.000+02:00</published><updated>2007-07-07T19:13:39.997+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Monopolio mon amour&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Evviva il libero mercato.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Soprattutto nell'area dei servizi di pubblica utilità. Telefono, energia elettrica e gas naturale, evviva il libero mercato. Davvero. Siamo cresciuti in regime di monopolio, noi italiani. Non siamo abituati alle liberalizzazioni. Anzi, fino a venti-trent'anni fa le maggiori imprese del capitalismo italiano erano viziate. Perché una quota di esse era detenuta dallo stato. Ricordate le partecipazioni statali? C'era anche un ministero, fino alla fine degli anni ottanta. Le aziende italiane sono abituate a ricevere aiuti dallo stato, abituate ad essere oberate di debiti nei confronti delle banche; peraltro anche le banche avevano quote azionare partecipate dallo stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da vent'anni circa si parla di privatizzazioni, ora liberalizzazioni. In primo luogo lo stato ha dismesso le quote di partecipazione da banche, assicurazioni, ma anche da società come Enel e Stet. Alcune di queste società, viziate e non abituate a competere lealmente, hanno fatto cartello e ciò ha fatto sì non solo che le tariffe rimanessero più o meno costanti, ma non ha migliorato la qualità del servizio offerto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esempio classico che faccio è quello della compagnia telefonica. Finché c'era la Sip ed era gestita dallo stato direttamente, l'interesse della compagnia era tutelare la continuità del servizio; quando la società è stata privatizzata, poi, chi l'ha acquistata ha badato solo al profitto e al suo tornaconto personale, con il risultato che le bollette telefoniche sono aumentate e la qualità del servizio è scarsa. Non solo, il fatto che Telecom abbia in gestione diretta la rete telefonica crea una posizione di enorme vantaggio a suo favore. Qualunque altro operatore che voglia accedere al mercato, a meno di non voler spendere miliardi di euro in infrastrutture in tutto il territorio, deve passare per Telecom, che già dispone di questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevo all'inizio: evviva il mercato libero. Tanto più se vogliamo competere con l'Europa e se ragioniamo in termini di globalizzazione. Ma se liberalizzare vuol dire dare un vantaggio sproporzionato ad un ex monopolista senza alcuna garanzia per la qualità del servizio, come è avvenuto nel caso della telefonia, allora viva il monopolio di stato. Tutta la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo governo ha approvato, ed è una delle misure che più condivido, dei "pacchetti" per le liberalizzazioni in settori dell'economia in cui c'erano privilegi e chiusure. Benissimo. Attenzione, però, a che questi privilegi non si coalizzino per spirito corporativo. Non solo si reitererebbe una situazione che l'Italia già conosce, ma si metterebbe a repentaglio la capacità del paese di competere all'estero&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-1833966101221316626?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/1833966101221316626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=1833966101221316626' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1833966101221316626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1833966101221316626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/07/monopolio-mon-amour-evviva-il-libero.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-1300020710980470694</id><published>2007-07-03T11:14:00.000+02:00</published><updated>2007-07-03T11:23:08.431+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ciao Uomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Signor Capitano,&lt;br /&gt;qual è la rotta&lt;br /&gt;quale il destino del nostro viaggio?&lt;br /&gt;Cinque miliardi di miliardi di anni&lt;br /&gt;verso le pietre di una città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao uomo, dove vai?&lt;br /&gt;Balli nel cuore del nostro universo&lt;br /&gt;ma alla fine della tua storia&lt;br /&gt;piangi d'angoscia dentro di te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardi lontano&lt;br /&gt;oltre quel buio&lt;br /&gt;c'è una cometa che viene dall'est&lt;br /&gt;meglio seguirla&lt;br /&gt;senza ragione&lt;br /&gt;il suo bagliore ci guiderà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Ciao uomo, dove vai?&lt;br /&gt;Balli nel cuore del nostro universo&lt;br /&gt;ma alla fine della tua storia&lt;br /&gt;piangi d'angoscia dentro di te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho paura&lt;br /&gt;di andare lontano&lt;br /&gt;oltre il sipario&lt;br /&gt;che copre la scena&lt;br /&gt;Non ho sudato per farmi insultare&lt;br /&gt;per farmi sentire un uomo sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Ciao uomo, dove vai?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Balli nel cuore del nostro universo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; ma alla fine della tua storia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; piangi d'angoscia dentro di te.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;E' un giorno particolare, questo. Per cui pubblico le parole di questa canzone. E le dedico ad una persona speciale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-1300020710980470694?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/1300020710980470694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=1300020710980470694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1300020710980470694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1300020710980470694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/07/ciao-uomo-signor-capitano-qual-la-rotta.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-5027932876529388015</id><published>2007-06-30T08:41:00.000+02:00</published><updated>2007-06-30T08:49:37.720+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sinistra, che fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Il Partito Democratico è un progetto in via di definizione, Veltroni ha presentato una sua candidatura come segretario, speriamo si presentino anche altri, magari con progetti diversi, così la competizione è più vera. In tutto questo io mi aspetto che qualche passo lo muova anche la cosiddetta "cosa rossa" di Mussi, Angius &amp; c. Ragazzi, che avete intenzione di fare? Volete solo federarvi con Diliberto, Giordano, magari anche con Boselli e Pecoraro Scanio? Per far cosa? Con quale progetto? Cari miei, capisco che siete contro la prospettiva del PD, e ne intuisco le ragioni. Anche io sono molto scettico sul "nuovo" soggetto politico. Però loro stanno lanciando una sfida. E forse sarebbe ora che voi la raccoglieste, presentando una piattaforma programmatica diversa ma riconoscibile... Che dite, non è così?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-5027932876529388015?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/5027932876529388015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=5027932876529388015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5027932876529388015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5027932876529388015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/sinistra-che-fare-il-partito.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-5220019520741843173</id><published>2007-06-28T13:06:00.000+02:00</published><updated>2007-06-28T13:55:35.458+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Festa de l'Unità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ieri sono andato alla festa dell'Unità (o de l'Unità, se preferite) a Roma. Mi ricordo gli anni scorsi. Quest'anno mi è parso di respirare un clima strano. Forse dovuto al mio stato d'animo. Una festa in cui la parola più usata è "democratico", mentre gli anni scorsi, affianco a questa c'era anche la parola "sinistra". Ho avuto l'impressione che in questa festa mancasse almeno un pezzo della sinistra. Ho sentito nell'aria, con piacere, il sostantivo "operaio"; c'erano scritte o stand  su alimentazione biologica, diritti delle minoranze, cultura (libri, film, etc.). Nonostante questo è come se mancasse qualcosa. Mi è sembrato di percepire un certo senso di smarrimento, come se non si avessero idee chiare sulla propria identità. Eppure è almeno dal 1989 che la sinistra sta cercando una nuova collocazione nella storia italiana e internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse, quello che è differente, è che stavolta ci si sta lanciando in un'impresa molto difficile, quella del Partito Democratico, in cui ancora non si sa bene che fine si farà. E il discorso di Veltroni, ieri, non sembra aver sciolto tutti i dubbi in merito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questa sinistra dedico questi versi gucciniani: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);" class="testo"&gt;[...]"...&lt;br /&gt;noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...&lt;br /&gt;restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,&lt;br /&gt;le luci nel buio di case intraviste da un treno: &lt;br /&gt;siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-5220019520741843173?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/5220019520741843173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=5220019520741843173' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5220019520741843173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5220019520741843173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/festa-de-lunit-ieri-sono-andato-alla.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-5936915244741691679</id><published>2007-06-26T10:50:00.000+02:00</published><updated>2007-06-26T10:59:28.743+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Blitzkrieg&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La guerra lampo è un'illusione. I tedeschi soprattutto se ne sono accorti. L'idea che si possa vincere una guerra facendo delle incursioni rapide è folle. Perché poi finisci sempre in un pantano. La guerra è una follia al di là di questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La metafora della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blitzkrieg&lt;/span&gt;, però, mi torna utile. Quando trovo una persona attraente, scatta "l'assalto": consiste in frasi ad effetto, anche un po' impegnative, dette quasi all'improvviso; oppure in parole scritte in forma di verso...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono incorregibilmente ingenuo. Da tempo ho capito che questa piccolissima e innocua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blitzkrieg &lt;/span&gt;è fallimentare. M'hanno sempre risposto picche. Se volete, con il due di picche. Nonostante questo ho la sensazione che, sia pure inconsapevolmente, continuo ad adottare questa "tattica"...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-5936915244741691679?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/5936915244741691679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=5936915244741691679' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5936915244741691679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/5936915244741691679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/blitzkrieg-la-guerra-lampo-unillusione.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8596808295867682280</id><published>2007-06-24T14:02:00.000+02:00</published><updated>2007-06-24T14:30:41.148+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Qualcuno era comunista&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Non è solo il titolo di una canzone meravigliosa di Giorgio Gaber. E' una domanda implicita. Potrei quasi citare una frase del film "Palombella Rossa". Ecco: io mi chiedo che cosa significa essere comunisti oggi. In Italia, viene da aggiungere. Sì, perché il Partito Comunista Italiano, con tutte le sue contraddizioni e tutti i suoi difetti, non è comparabile a nessun altro partito omonimo, ed è stato il partito comunista più forte della cosiddetta Europa Occidentale. Ha partecipato attivamente al processo Costituente che ci ha regalato quel gioiello che è la Costituzione, appunto. Dio la salvi da revisioni peggiorative. Insomma, il PCI ha partecipato attivamente alla vita democratica del nostro paese, anche se ha quasi sempre avuto posizione di minoranza... Una minoranza che è arrivata al 30% sotto la segreteria Berlinguer. Molte cose hanno cambiato questa storia. Il caso Moro, innanzi tutto. E poi la fine del socialismo reale: il crollo del muro di Berlino prima e dell'Unione Sovietica poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, qualcuno ha deciso che quella parola, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;comunista&lt;/span&gt;, dovesse essere superata. Forse, ripensando alle parole del regista Moretti, qualcuno dimentica che il Partito Comunista Italiano poteva "vantarsi" di aver ben governato in Emilia-Romagna, e magari non doveva cercare modelli in Cina o in URSS; che aggiungere l'aggettivo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;italiano&lt;/span&gt; non era un mero esercizio linguistico, ma il simbolo di una specificità che aveva portato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quel&lt;/span&gt; partito al condividere con gli altri le regole del gioco democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, in mezzo a Tangentopoli, ci si chiedeva che fine avrebbero fatto i socialisti, e io pensavo che il PDS sarebbe diventato ciò che allora era il PSI di Craxi. Ex post non ero andato molto lontano dalla verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ora, cosa sarà della sinistra italiana? Sembra in procinto di nascere il Partito Democratico, sembra che la guida di questo soggetto sia affidata a Walter Veltroni, probabilmente si faranno delle elezioni primarie. Riuscirà il "nuovo" partito a rappresentare esigenze di ridistribuzione del reddito ed uguaglianza sociale? Ad ereditare la tradizione migliore di quello che è stato il PCI?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non illudiamoci: questa tradizione non potrà mai essere rappresentata da partitelli o partitini che portano ancora, nel nome, la parola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;comunista&lt;/span&gt;. Meno che mai da partitelli o partitini che si metteranno in posizione minoritaria come "forza di protesta". Questi soggetti, secondo me, preferirebbero stare fuori dal gioco democratico, e magari restarci. Immaginate un partito comunista così subito dopo la fine della guerra....&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8596808295867682280?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8596808295867682280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8596808295867682280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8596808295867682280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8596808295867682280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/qualcuno-era-comunista-non-solo-il.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-7577116652610649826</id><published>2007-06-20T13:38:00.000+02:00</published><updated>2007-06-20T13:55:35.261+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Traduzioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ogni traduzione è un problema, è un compromesso. Non si può tradurre senza, almeno in minima parte, tradire. Dopo tutto la radice dei due verbi è la stessa, e tutti e due conducono da una sponda all'altra di un fiume, metaforicamente parlando. Tra Lungotevere degli Anguillara e Piazza di Monte Savello bisogna pur costruire un ponte (anzi, due: c'è l'isola Tiberina in mezzo) altrimenti le due parti della città rimangono separate. Allo stesso modo partendo da un testo in lingua italiana per arrivare alla "sponda" di lingua inglese bisogna costruire un ponte. Le due parti rimarrano su sponde opposte, inevitabilmente, però ci sarà un punto di contatto e di interscambio. In fin dei conti credo che la traduzione sia questo, e bisogna aver il coraggio di provare e rischiare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, oggi, torno a questo brano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;When I was in my twenties&lt;br /&gt;I left the right&lt;br /&gt;So they spoke.&lt;br /&gt;Now I'm in jail&lt;br /&gt;and what is right&lt;br /&gt;and what is left&lt;br /&gt;I just don't know&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Dopo che per tanto tempo mi sono posto il problema oggi voglio provare ad affrontarlo di petto. Vediamo che ne esce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Avevo una ventina d'anni&lt;br /&gt;e ho lasciato la retta via&lt;br /&gt;è stata così la sentenza.&lt;br /&gt;Ora sono in cella&lt;br /&gt;e cosa è giusto&lt;br /&gt;cosa è rimasto&lt;br /&gt;io proprio non lo so&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Secondo voi, questo ponte, crolla oppure si regge?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-7577116652610649826?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/7577116652610649826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=7577116652610649826' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7577116652610649826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/7577116652610649826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/traduzioni-ogni-traduzione-un-problema.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-1342509972184874060</id><published>2007-06-16T18:18:00.001+02:00</published><updated>2007-06-16T18:30:20.878+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.businessweek.com/ss/06/09/popular_toys/image/trivialpursuit.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.businessweek.com/ss/06/09/popular_toys/image/trivialpursuit.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Mettersi in gioco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Chi l'ha detto che i giochi sono una cosa da bambino? E chi pensa che i giochi fatti da un adulto debbano essere seriosi e pesanti? Mettersi in gioco è ridiscutere tutto, pronti alla sconfitta e ad un sorriso... Forse noi italiani non rendiamo giustizia alla parola gioco. Perché, istintivamente, siamo portati a pensare ad una cosa poco seria e futile. Invece no: il gioco è serio ma non troppo e soprattutto non è mai futile, anche se può sembrarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I francesi e gl'inglesi l'hanno capito, tanto che usano la stessa parola per dire che giocano, suonano uno strumento o recitano un pezzo di teatro. In questo l'italiano sembra riduttivo. Forse è per questo che certi attori e musicisti tendono a prendersi drammaticamente sul serio... Ma invece bisogna sempre mettersi in gioco, che significa anche provare a cambiare prospettive. Non so voi, ma secondo me il gioco ha questa funzione specifica: aiutarci a crescere rimanendo sempre un po' bambini. Se si perde una delle due cose meglio lasciar stare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-1342509972184874060?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/1342509972184874060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=1342509972184874060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1342509972184874060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/1342509972184874060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/mettersi-in-gioco-chi-lha-detto-che-i.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-4070018272028759209</id><published>2007-06-13T21:16:00.000+02:00</published><updated>2007-06-13T21:41:07.289+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Anèr Politikòs&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;L'uomo, diceva Aristotele, è un animale politico. Se avessi avuto la tastiera adatta avrei scritto il titolo di questo post con le lettere greche, e con tanto di spirito sopra l'alpha iniziale. Ma questo è un altro discorso. Dicevamo: l'uomo è naturalmente portato a relazioni sociali, esse creano conflitti che poi in qualche modo bisogna cercare di risolvere, con la mediazione prima di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il compito della politica, in sostanza, è questo: mediare tra le diverse esigenze e appianare o evitare i conflitti cercando le soluzioni più condivise tra le diverse parti. In altre parole la politica è fatta di compromessi per sua natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando in giro sento le solite voci che dicono: "la politica fa schifo" o "destra e sinistra sono uguali", oppure "rubano tutti allo stesso modo", e cose simili, mi sale dentro la bile, un po' come succede nei casi descritti nel post intitolato "Idiosincrasie".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da che mondo è mondo sono sempre esistite le degenerazioni della politica. Pare che l'Acropoli di Atene sia stata costruita con delle "tangenti"; i reati di peculato, concussione e corruzione erano ben noti anche nell'antica Roma (repubblicana, ma anche nell'impero si trovano episodi di degenerazione). Insomma, guardiamoci allo specchio e riflettiamoci un po': è esistito da qualche parte nel mondo, un sistema politico del tutto privo di degenerazioni? La risposta è no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò nonostante, secondo me, non si può dire che "sono tutti uguali", "non cambia niente", etc. etc. Questo perché poi, al di là delle degenerazioni, ognuno ha un'idea di come possa svilupparsi un paese e ridurre la diseguaglianza tra gli strati sociali, di come sfruttare le risorse a disposizione e distribuirne i benefici equamente a tutta la popolazione. E' per questo che dobbiamo ancora credere alla politica, perché tutti noi dobbiamo godere dei benefici che possono derivare dal progresso in misura eguale. Per questo dovremmo far sì che anche all'interno della politica siano abbattute le sacche di privilegio. Certo, è un lavoro difficile da farsi, e non sarà neanche breve. Intanto, però bisogna crederci, e provare a trovare un modo per realizzare in pratica queste idee...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fin dei conti credo che l'utopia consista proprio in questo: non tanto o non solo avere un'idea, ma anche cercare (e possibilmente trovare) un modo pacifico per portarla a realizzazione concreta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-4070018272028759209?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/4070018272028759209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=4070018272028759209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4070018272028759209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4070018272028759209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/anr-politiks-luomo-diceva-aristotele-un.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-476138066304818316</id><published>2007-06-12T19:03:00.000+02:00</published><updated>2007-06-12T19:17:28.164+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Silenzio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;A volte bisogna ammettere di non aver proprio nulla da dire, e adeguarsi tacendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-476138066304818316?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/476138066304818316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=476138066304818316' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/476138066304818316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/476138066304818316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/silenzio-volte-bisogna-ammettere-di-non.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-2771973018182601322</id><published>2007-06-09T15:12:00.000+02:00</published><updated>2007-06-09T15:35:11.585+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa vuoi fare da grande?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ce lo chiedevano spesso da bambini. Mi ricordo che a questa domanda avevo risposto in modo non comune. Dicevo che da grande avrei fatto il postino. Gli altri magari dicevano il pilota, oppure l'astronauta... Io volevo fare il postino. M'immaginavo il motorino, in quegli anni era il "Ciao" o il "Sì" della Piaggio, la borsona di pelle e dentro le lettere da smistare e imbucare al posto giusto. Andare in giro per la città e consegnare la posta...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi sono cresciuto, mi sono diplomato, mi sono laureato, ed ora, a distanza di anni e con un impego lasciato da poco, mi pongo la stessa domanda. A dir la verità me la sono posta diverse volte. Ad esempio quando ho scelto la facoltà da frequentare. Alla fine, devo dire, ho fatto la scelta giusta, per me. Scienze Politiche, ma con un bagaglio di lingue straniere che va tenuto in considerazione, valorizzato ed esercitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, è da questa facoltà che ho scoperto - forse l'acqua calda - una delle cose che desta il maggiore interesse in me. Il linguaggio, il suo uso a volte improprio, a volte ideologico. Può sembrare molto strano, ma ripeto: questa scoperta l'ho fatta frequentando Scienze Politiche. E sono convinto che non sarebbe stata la stessa cosa frequentare Lingue. Perché lì studi la letteratura, tutto sommato. A Scienze Politiche invece studi il Parlamento, le leggi e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la stampa &lt;/span&gt;di quella determinata cultura, ed è quello che a me interessa. Come la stampa o la tv o i leaders politici usano la lingua, perché tutti la usano come strumento di potere, a volte anche come strumento di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;esclusione sociale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevo: oggi mi pongo nuovamente la domanda che dà il titolo al post. In base al mio percorso la risposta che potrei dare oggi è la seguente: lavorare in uno sportello per i diritti degl'immigrati o in una struttura similare. Per me sarebbe una valorizzazione del mio percorso di studi, una crescita, una gratificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho paura di sognare troppo in grande per quelle che sono le mie reali possibilità, però voglio provarci. Oggi mi sento di poter dare questa risposta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-2771973018182601322?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/2771973018182601322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=2771973018182601322' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2771973018182601322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2771973018182601322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/cosa-vuoi-fare-da-grande-ce-lo.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-6568301738585092507</id><published>2007-06-08T21:01:00.000+02:00</published><updated>2007-06-08T21:29:43.433+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cnr.it/sitocnr/Iservizi/Utilita/Sedecentrale/Comeraggiungerelasede_file/gra.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.cnr.it/sitocnr/Iservizi/Utilita/Sedecentrale/Comeraggiungerelasede_file/gra.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Autostrada GRA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Non so perchè, ma l'anello autostradale che percorre la periferia della Capitale mi affascina. Eppure, le ultime volte che l'ho percorso, in una carreggiata piuttosto che in un'altra, mi ha fatto sudare, mi ha fatto attendere in coda, mi ha fatto fare inversione di marcia quando mi sono accorto che l'altra carreggiata scorreva meglio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi anni ho visto l'anello evolversi. Non guidavo la macchina e mi ricordo che era a due corsie per carreggiata. Poi hanno iniziato i lavori per la terza corsia. Nel 2000 questi lavori sono stati completati tranne che per il quadrante nord - est, tra l'uscita per la Cassia e quella per la Flaminia. Ora, in questi giorni, ho notato che anche quel quadrante è quasi completo, ci saranno lavori per una decina di chilometri a voler esagerare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro aspetto è il tunnel dell'Appia, sembra una cosa irreale. E' nuovo e ci sono stati lavori già due/tre volte, per adeguarlo alle nuove norme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo svincolo su Via Appia mi mette sempre in difficoltà. Se vuoi prendere la direzione Roma centro - S. Giovanni devi percorrere un tratto di strada in corsia di sorpasso (sic!) facendo attenzione a chi ti arriva dalla corsia di marcia e contemporaneamente non perdendo d'occhio i cartelli davanti perché potresti ritrovarti nuovamente sul GRA oppure andare, invece che verso S. Giovanni, verso Ciampino. Bisognerebbe avere quattro occhi, in quell'uscita, oppure capitarci in un momento in cui non passa veramente nessuno. O, al contrario, quando c'è una coda quasi immobile...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse ho capito perché mi affascina guidare sul GRA. Entrarci è un po' come entrare in un'altra dimensione, un altro mondo, un mondo a volte surreale...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-6568301738585092507?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/6568301738585092507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=6568301738585092507' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6568301738585092507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/6568301738585092507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/autostrada-gra-non-so-perch-ma-lanello.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-8243719104514351662</id><published>2007-06-06T18:04:00.000+02:00</published><updated>2007-06-06T18:19:43.506+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sensi unici e doppi sensi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ho sempre avuto una certa curiosità per il linguaggio. Nella mia mente ho paragonato lo scrivere un romanzo alla costruzione di un palazzo... Insomma, giocare con le parole secondo me è molto simile a prendere le costruizioni e farci una casetta, o il casello di un'autostrada. A volte, però, le parole possono avere più di un significato. E questo è un problema soprattutto se volessimo pensare ad una traduzione, che poi ogni traduzione è un tradimento 8ma questo è un altro discorso molto complesso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anni fa, per gioco, ho scritto questa cosa, in inglese. Ho giocato sui doppi sensi delle parole &lt;span style="font-style: italic;"&gt;right &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;left&lt;/span&gt;. Quest'ultima non è solo il sostantivo, ma può anche essere una forma flessa del verbo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;to leave&lt;/span&gt;, il passato. Detto questo, come tradurreste questa "poesia"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;When I was in my twenties&lt;br /&gt;I left the right&lt;br /&gt;So they spoke.&lt;br /&gt;Now I'm in jail&lt;br /&gt;and what is right&lt;br /&gt;and what is left&lt;br /&gt;I just don't know&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-8243719104514351662?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/8243719104514351662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=8243719104514351662' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8243719104514351662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/8243719104514351662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/sensi-unici-e-doppi-sensi-ho-sempre.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-4621165959675108836</id><published>2007-06-05T14:36:00.000+02:00</published><updated>2007-06-05T14:48:50.950+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Idiosincrasie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Non sopporto in nessun modo chi usa la lingua inglese in modo spropositato, forse perché non sa parlare l'italiano. Hai aperto il tuo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;account&lt;/span&gt; di posta? Hai visto che foto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fashion&lt;/span&gt;? Che sito &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trendy&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;Per non parlare degli annunci di lavoro... Società tal dei tali ricerca &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Key account&lt;/span&gt;, oppure &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sales editor&lt;/span&gt; o quello che vi pare per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;human resources selection&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;head hunting&lt;/span&gt;. Ho studiato l'inglese per anni, e giuro che amo lo studio delle lingue straniere. Ma queste espressioni mi fanno venire la bile dentro... Se ci fosse una persona davanti a me reagirei come Nanni Moretti in "Palombella Rossa", magari senza mollare sganassoni in faccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte penso che chi parla usando in modo spropositato queste forme lo faccia per prenderci in giro, perché non ha le idee chiare. Ho la sensazione che se chiedessi ad una persona con cui sto colloquiando (per lavoro) il tipo di mansione svolta da un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;key account manager&lt;/span&gt;, l'interlocutore mi farebbe una supercazzola sblinda con scappellamento a sinistra perché non sa neanche lui (o lei) di cosa si sta parlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà un'impressione sbagliata, o sarà che sto invecchiando...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non immaginate quanto mi manda in bestia l'espressione, molto di moda, "risorse umane"... Perché voi mi avete trovato in una miniera, vero?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-4621165959675108836?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/4621165959675108836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=4621165959675108836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4621165959675108836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/4621165959675108836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/idiosincrasie-non-sopporto-in-nessun.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-2704405648262106858</id><published>2007-06-03T09:30:00.000+02:00</published><updated>2007-06-03T09:45:29.583+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Voltare pagina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;In questo blog fatto di pensieri e parole (come suggerisce il titolo del primo post), sempre pensando alla crescita, bisogna voltare pagina. Nei miei vecchi diari di liceo c'erano pagine imbrattate d'inchiostro, con "poesie", scarabocchi, etc. C'erano cose "serie" e giocose, battute su cui ho riso per una mezz'ora, e cose "pesanti". Beh, diciamo che ora questo spazio vuole essere un po' così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, rispetto al racconto, bisogna voltare pagina. Nella lettura voltare pagina non significa negare completamente ciò che è scritto in precedenza, anzi: la pagina successiva stabilisce una continuità con quelle precedenti... In fondo la crescita è questo: accumulare un bagaglio di conoscenze ed esperienze e portarsele dietro. Anche le esperienze negative, anche quelle che vorremmo dimenticare perché quando ci ripensiamo feriscono ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' impossibile negare, però si può voltare pagina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-2704405648262106858?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/2704405648262106858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=2704405648262106858' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2704405648262106858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/2704405648262106858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/voltare-pagina-in-questo-blog-fatto-di.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16355236.post-312004242904210577</id><published>2007-06-02T19:31:00.000+02:00</published><updated>2007-06-02T19:39:09.262+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che ne sai, tu, di un campo di grano?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;In questo blog volevo pubblicare "a puntate" un racconto giallo che stavo scrivendo, ma che poi ho lasciato perdere... Perché ho sempre paura di sbagliare, qualche volta ho paura di prendere delle decisioni. Crescere, come dico sempre, è un verbo incoativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non esiste la maturità. Esiste la crescita, che potenzialmente arriva fino alla fine della nostra parabola vitale. Esiste un momento, nella crescita, in cui ci si ritrova adulti, si devono prendere delle decisioni autonome, ci si deve assumere delle responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sempre la crescita è un percorso lineare: può andare "a strappi", rallentare, poi accelerare, fermarsi... L'unica cosa su cui ho ancora dubbi è tornare indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ora lasciatemi invecchiare, senza maturità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al racconto mi dedicherò con più calma e senza l'ansia della pubblicazione. Chissà, forse potrò ripubblicarlo a puntate tra breve...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16355236-312004242904210577?l=pennablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pennablog.blogspot.com/feeds/312004242904210577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16355236&amp;postID=312004242904210577' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/312004242904210577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16355236/posts/default/312004242904210577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pennablog.blogspot.com/2007/06/che-ne-sai-tu-di-un-campo-di-grano-in.html' title=''/><author><name>pennapazza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03119536387454004721</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_bziwRkcOm70/SAnraKiVjlI/AAAAAAAAABI/k0MnVGK_RfA/S220/Gira3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
