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mercoledì, gennaio 30, 2008

Crisi di Governo

Qualche giorno fa si è aperta ufficiamente la crisi del governo Prodi. Per la prima volta in 60 anni, questo passaggio è stato scandito dalla fiducia, votata prima alla Camera dei Deputati, e successivamente al Senato della Repubblica. Dunque, il governo non ha avuto la fiducia del Senato. La prassi precedentemente era stata quella delle crisi extraparlamentari; il governo si dimetteva senza presentarsi alle camere. Per diversi motivi credo che Prodi abbia fatto bene a chiedere il voto di fiducia, anche per il semplice fatto che la Costituzione lo prescrive.

Quello che più mi interessa, però, è capire quali prospettive si aprano a questo punto. Credo che un governo istituzionale sia necessario, per riformare la legge elettorale (che tutti avevano dichiarato essere orrenda), ma anche per affrontare le emergenze più gravi. Sarà molto difficile che questo si realizzi. Vedo, molto più probabilmente, un ricorso anticipato alle elezioni, che secondo me rischiano di aprire un periodo buio (non solo per chi probabilmente governerà), ma anche perché non vedo possibilità di uscita da questa impasse politica e istituzionale. Spero di sbagliare

sabato, dicembre 01, 2007

Ci si può fidare del Walter?

Domanda da 300 milioni di euro. Il leader del PD, Veltroni, è una persona di cui ci si può fidare? E' un politico esperto, certo, ma non sarà per caso l'ultimo epigono del berlusconismo, rivisto in chiave politically correct? L'uomo che, un po' più umile dell'Unto dal Signore, vuole andare d'accordo con tutti, accontentare tutti, parlare con tutti, e tana libera tutti...

Una nota positive: il confornto tra avversari può essere una cosa civile e lo sapevamo. D'altra parte la Costituzione della Repubblica l'hanno scritta democristiani, comunisti, socialisti, tutti insieme. Ed era giusto che fosse così. Come è giusto che le "regole del gioco", vedi legge elettorale e riforme dell'assetto istituzionale del paese, vengano condivise. In era di bipolarismo (tanto più se imperfetto com'è stato finora) non si possono fare riforme della costituzione o delle regole a colpi di maggioranza. In questo, l'articolo 138 della carta costituzionale, almeno in parte, è stato superato dalla logica bipolare. Il buon senso impone la regola dei 2/3, come è stato per l'indulto. Dunque, dialogo con tutti, per poi confrontarsi sui testi e gli emendamenti nelle sedi appropriate, il Parlamento e le commissioni affari costituzionali.

Il problema, però, è un altro. Il PD ha legittimato con le primarie il leaderismo carismatico di Veltroni? Oppure è una cosa che, in qualche modo, ha intenzione di partire dal basso? La prima risposta sembrerebbe quella più realistica. Da una parte l'attivismo del segretario ha rimesso in movimento una politica italiana che era stagnante, ma che rischia, però, di dipendere sempre dalle decisioni di un uomo solo.

venerdì, ottobre 26, 2007

L'agonia del governo Prodi

Ancora una volta mi ritrovo a parlare di politica. Il governo Prodi sembra arrivato al capolinea, mancano solo le dimissioni o un voto di fiducia negativo. Per il resto, soprattutto in questi ultimi tempi, ha dato prova di non avere forza per andare avanti ancora a lungo. In teoria molti non aspettano altro; la delusione e la disaffezione verso questa esperienza di governo si toccano con mano.

Rimango del parere che, tra trecentomila difficoltà, e con altrettante cautele nel non mostrarsi entusiasti, questo governo qualche cosa di buono l'abbia fatto. Poco, magari, oppure ha iniziato a fare qualcosa (cfr. liberalizzazioni) che è incompiuto (e che necessita di maggiore tempo e forza). Ma non volgio dilungarmi troppo su quello che ha fatto o non ha fatto questo governo.

In questa sede m'interessa di più uno scenario possibile. Teoricamente, dicevo, molti non aspettano altro che il governo cada. Berlusconi passa tutte il tempo impegnato in questa attività. Non credo, però, che gli convenga molto andare al voto con questa legge. Anche se il Polo avesse una maggioranza meno esigua di quella attuale, si ripeterebbe uno scenario simile a quello cui stiamo assistendo: litigiosità, voti contro, e, infine, "latente" crisi politica extraparlamentare, con il risultato di perpetuare l'immobilità del paese.

Leggevo che Prodi sta cercando di capire se e come può andare avanti. Vedremo gli sviluppi della situazione. Certo è che sarà molto difficile ripartire con un'azione di governo incisiva.

mercoledì, ottobre 17, 2007

Le primarie del Partito Democratico

E così il 14 ottobre si è eletto il segretario del nascente Partito Democratico, Walter Veltroni, sindaco di Roma. Sono stati eletti anche 2800 delegati per l'assemblea costituente del partito. Lo slogan di Veltroni è stato "la nuova stagione". Sarà veramente così? Cosa dobbiamo aspettarci? Un partito neocentrista che qualcuno forse vorrebbe socialdemocratico ma che non riesce ad esserlo? Un partito che vorrebbe essere laico ma non riesce? Un partito che vorrebbe mettere la legalità e la lotta alla mafia, camorra e 'ndrangheta, ma che non riesce? Di certo, un partito che ambisce ad essere grande, che ambisce ad essere "di massa" contiene tutte le contraddizioni di cui parlo. Nonostante tutto, un partito di questo genere deve saper dare delle risposte, dovrebbe saper dare delle risposte certe, anche se poi sappiamo che il governo di un paese qualsiasi è una cosa complessa, che richiede mediazioni. Però, ad esempio, sulla lotta contro la mafia il partito ha il dovere, a mio parere, di essere intransigente.

Mi pare di aver dimostrato il mio scetticismo sul progetto del PD più volte, ho criticato anche il modo leaderistico adottato da Veltroni. Alcune sue esternazioni le ho trovate veramente fastidiose. Nonostante questo penso che sarà utile seguire l'evoluzione del progetto. Perché se riesce a svilupparsi al meglio, potrebbe davvero cambiare la geografia (e forse anche il costume) politico italiano. I leader, vecchi o nuovi che siano, hanno questa opportunità. Legittimata da oltre tre milioni di votanti. Sta a loro non sprecarla.

sabato, ottobre 06, 2007

Vecchie novità

Un'allucinazione. Andrà a finire che, a malincuore, piangendo lacrime amare quanto mai, dovrò rassegnarmi a votare il Partito Socialista. Perché il Partito Democratico è un progetto troppo confuso, fanno le primarie con le liste bloccate, Veltroni vuole cooptare Veronica Lario (che s'è fumato?), c'è voglia di partecipazione, ma non mi pare che il PD abbia fatto molto per stimolarla. E poi non sanno se vogliono essere un nuovo modello di socialdemocrazia, un grande partito di centro... Mi pare che vogliano buttare al mare le idee del socialismo. E mentre Mussi e la combriccola che lo segue decideranno sul da farsi (speriamo bene), rinasce, per la tremiliardesima volta, il Partito Socialista Italiano.

Avrà trecento miliardi di difetti, tra cui De Michelis, Bobo Craxi, e chi più ne ha più ne metta. Ma almeno ha il pregio di richiamarsi ad una tradizione (il socialismo, speriamo quello di Turati e Nenni e non quello di Craxi), a cui si aggiunge l'aperta adesione al PSE. Saranno vecchi, ma insomma, le loro idee mi sembrano più chiare di quelle del Pd. E poi con loro ci sono Angius e Grillini. Però, sinistra, ti prego.... non mi far votare socialista... mi vergogno.